In custodia cautelare in carcere, il 45enne ternano F.B. che metteva a disposizione del gruppo anarchico la propria abitazione (nei pressi di Collescipoli) per gli incontri e, soprattutto, le proprie capacità di preparare ordigni esplosivi, per esperienza diretta e dimestichezza con sostanze chimiche; è considerato uno dei promotori e organizzatori dell’associazione terroristica finalizzata alla ‘distruzione dello Stato’ attraverso ‘campagne rivoluzionarie’, sulla quale indaga la Procura di Roma. Il ruolo dell’anarchico di Terni – come emerge dall’ordinanza – è centrale sia dal punto di vista strategico che operativo, con compiti specifici che spaziano dalla logistica alla preparazione tecnica di atti di violenza. Nove in totale gli indagati, cinque sono donne (due sono ai domiciliari, una in carcere).
Già condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale, l’anarchico è stato riconosciuto come uno dei circa cento manifestanti travisati che, a un corteo nazionale pro-Palestina tenutosi a Roma, hanno messo in atto gravi episodi di violenza contro le forze dell’ordine. A dicembre, il 45enne era a Terni; una sera, intervenendo a un dibattito Pro-Pal al Centro sociale Germinal Cimarelli, esortava ‘i compagni’ alla ‘azione diretta’. Sognando un assalto alla società Leonardo, e prendendo parte di lì a poco al sopralluogo per colpire il McDonald’s di via Tiburtina a Roma, F.B aveva già partecipato attivamente alla riunione clandestina di Vicovaro, a luglio 2025, quando il sabotaggio ferroviario della Tav Roma-Firenze era stato individuato come obiettivo prioritario per inceppare l’economia e fare pressione sullo Stato riguardo al regime di 41 bis per Alfredo Cospito.
Il 45enne è indicato dagli inquirenti come il soggetto che ha fornito il know-how e la preparazione tecnica per la realizzazione dei dispositivi incendiari ed esplosivi utilizzati nei sabotaggi In particolare, le sue descrizioni sull’uso di lampadine e fili elettrici per innescare ordigni – che risultano da intercettazioni -, sono state ritenute compatibili con le caratteristiche tecniche dell’ordigno inesploso rinvenuto sulla linea Tav di Bologna il 7 febbraio scorso. L’azione contro gli altri obiettivi, probabilmente arenata a seguito dell’evento tragico interno al gruppo anarchico: l’esplosione accidentale del 19 marzo 2026 in un casolare capitolino, in cui sono morti due militanti (Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano) mentre stavano presumibilmente preparando una bomba, ha rallentato l’azione della cellula terroristica.
