Agenti della polizia in azione (foto F.Troccoli)

Movimentata cattura di un 32enne albanese, sospettato di essere un componente di una banda organizzata dedita ai furti nelle abitazioni isolate. Ieri sera, in località Badiola, verso le 18, un residente ha informato il 113 di aver notato un’auto sospetta, una Mercedes Clk, con a bordo quattro persone, aggirarsi tra le villette del quartiere.

I fatti Il cittadino ha fornito, con molta precisione, alla sala operativa della Questura la targa dell’auto in questione. Visto che i poliziotti della sala operativa hanno verificato che si trattava di una vettura rubata a Torgiano il 25 novembre scorso in occasione di un furto in villa, immediatamente è scattato l’ allarme alle pattuglie della zona, bersagliata tra l’altro proprio nei giorni scorsi da alcuni furti in abitazione. Gli equipaggi, in poco tempo, hanno bloccato le vie di fuga e intercettato il veicolo, bloccandolo con una manovra “a tenaglia” con due Volanti.

Individuati I quattro a bordo, vistisi persi, si sono dati a precipitosa fuga nelle campagne circostanti, inseguiti dagli agenti, che sono riusciti, dopo un rocambolesco inseguimento, ad acciuffarne uno che, approfittando dell’oscurità, si era nascosto acquattandosi in un campo, tra un solco e l’altro, e coprendosi con della vegetazione raccolta sul posto. Veniva condotto in Questura e, dati gli indizi  e il palese rischio di fuga per sottrarsi alla giustizia, è stato posto in stato di fermo di indiziato di delitto per ricettazione in quanto sorpreso a bordo di un’autovettura risultata rubata.

Gli accertamenti Dai successivi accertamenti, è emerso che l’uomo fermato è,  H. T. cittadino albanese di 33 anni, nullafacente, senza fissa dimora nel nostro Paese e senza precedenti. L’uomo, vestito di scuro, aveva con sé solo una grossa torcia e un passaporto albanese con numerosi timbri d’ingresso in entrata e in uscita dall’Italia, da dove si è potuto rilevare che era sua abitudine beneficiare della possibilità riservata ai cittadini albanesi di entrare sul territorio nazionale e permanere liberamente senza permesso di soggiorno per periodi inferiori a tre mesi. L’ultimo timbro di ingresso era risalente a meno di un mese fa. Sono in corso gli accertamenti per verificare i legami del soggetto in questione con il territorio italiano e la sua presenza nelle zone dove sono stati compiuti analoghi furti. Su disposizione del pm di turno è stato accompagnato al carcere di Capanne per rimanere a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’ autovettura rubata, debitamente perquisita e in buone condizioni è stata restituita al legittimo proprietario, giunto apposta in questura nella tarda serata di ieri.