di Maurizio Troccoli, Ivano Porfiri e Chiara Fabrizi
Hanno fatto la loro comparsa come sempre, mescolandosi agli altri manifestanti: i black bloc hanno fatto degenerare la manifestazione degli Indignados a Roma, cui hanno partecipato anche tanti umbri. Stavolta il corteo ha reagito ma non ha potuto impedire gli scontri con la polizia: bombe carta, lacrimogeni e guerriglia urbana.
Gli slogan. «Basta sindacati e partiti. Verso lo sciopero precario», «Stop alla diktat…ura bancaria. Via i politici camerieri delle banche». Sono alcuni degli slogan, striscioni e manifesti scanditi ed esposti in piazza della Repubblica dove si sono radunati centinaia di manifestanti in vista del corteo degli indignati.
La partenza I manifestanti, tantissimi giovani, si sono accampatì attorno alla fontana delle Naiadi e sui marciapiedi della piazza. «Come hanno fatto in Islanda – spiega una ragazza – vogliamo creare un’assemblea costituente per ridare la sovranità al popolo ed eliminare tutti i partiti, che sono quello che divide veramente l’Italia». Un gruppo di indignati espone cartelli con su scritto: «Il debito è una truffa. Noi non lo pagheremo. Islanda docet». «Oggi siamo qui a manifestare perchè non si può andare avanti così – afferma uno di loro -, perchè vogliamo un futuro che non c’è».
Numerosi gli umbri Numerosi gli umbri che sono giunti a Roma con ogni mezzo, fin dalle prime ore della mattinata. Con loro gli slogan che fanno il giro del pianeta, il rifiuto di ogni caratterizzazione politica e la voglia di voltare pagina in ambito locale come a livello mondiale. Sono centinaia già i manifestanti giunti in piazza della Repubblica. Tra gli striscioni esposti uno recita: «Quando l’ingiustizia diventa legge ribellarsi è un dovere». Diversi carri di sindacati e associazioni sono posizionati all’ingresso della piazza e a fasi alterne diffondono musica. «Una sola soluzione: la rivoluzione», campeggia su uno striscione firmato Red Block. Mentre un altro promette: «15 ottobre: scenderemo in piazza a milioni».
Negozi e banche assaltate Come testimonia la nostra collaboratrice Chiara Fabrizi, un gruppo di manifestanti incappucciati, armati di bastoni e mazzette da muratore, ha fatto irruzione in un piccolo supermercato di via Cavour, a Roma. Per aprire le porte del negozio hanno usato un palo di legno come ariete per poi entrare e saccheggiarlo. Ne sono usciti con bottiglie di alcolici e cibo. Quindi hanno ripreso la loro marcia violenta spaccando vetri e parabrezza di molte delle auto parcheggiate lungo la via. E’ stata inoltre devastata la vetrina e il bancomat della filiale della Cassa di Risparmio di Rimini su via Cavour, all’incrocio con via dei Serpenti. A portare l’assalto all’istituto di credito un gruppo di black bloc che dall’inizio del corteo si sta dedicando a saccheggi e devastazioni. Sono molti i manifestanti che se la prendono con gli incappucciati chiedendolo loro di andarsene. In fiamme anche una palazzina in via San Giovanni in Laterano.
Il corteo reagisce Diversi passanti hanno insultato i ragazzi che, caschi in testa e vestiti neri, hanno assaltato auto e banche lungo tutto il percorso. Il movimento no Tav che si trova proprio davanti al gruppo degli anarchici li ha insultati pesantemente gridando di smetterla: i No Tav gridano: «Fuori, fuori dal corteo», mentre le fiamme sono state appiccate anche ad altre auto in sosta.
Bombe carte e lacrimogeni La situazione però intorno alle 17 degenera. Un manifestante è stato ferito in via Cavour a Roma, all’altezza di via dei Serpenti, da una bottigliata al volto. L’uomo, un 60enne, è stato medicato dal personale di un’autoambulanza. Nella loro marcia violenta per le vie del corteo degli indignados, i black bloc hanno assaltato un edificio in via Labicana con all’interno uffici del ministero della Difesa; sono entrati nel palazzo, hanno sfondato vetri e dato alle fiamme altre auto in strada. Colpita anche una struttura probabilmente dismessa della Guardia di finanza. Inoltre hanno lancio sassi contro l’assessorato delle Politiche sociali. Tra auto date alle fiamme e agenzie di istituti di credito assaltate con bastoni e pali della luce, gli incappucciati hanno sfogato la loro rabbia anche contro una statua raffigurante la Madonna di Lourdes, all’ingresso di una chiesa tra Via Labicana e Via Merulana. I resti della statua, di cui si è salvato solo il volto, giacciono sul selciato. La polizia ha caricato un centinaio di black bloc, in via Merulana, che hanno spostato in strada dei cassonetti dell’immondizia dati alle fiamme e usati come barricate. Decine di lacrimogeni sono lanciati dai blindati in direzione dei black bloc in piazza San Giovanni che si trovano dal lato di via Appia. Intanto più di una decina i cassonetti dell’immondizia sono stati spostati in mezzo a via Aosta e dati alle fiamme.
La mobilità Come disposto dal questore di Roma alle 12 è scattato il piano della mobilità relativo alla manifestazione Giornata mondiale degli indignati. L’ha reso noto l’agenzia per la Mobilità di Roma. Sono state quindi chiuse le stazioni della metropolitana Cavour, Colosseo, Barberini e Spagna. I treni transitano comunque regolarmente anche se non fermano alle stazioni interdette. La situazione del trasporto pubblico romano al momento è: metro A, B e ferrovie regolari, bus e tram regolari con deviazioni dalle 14.
Sono circa 80 le province italiane da cui arrivano i manifestanti per il corteo. Intanto ai caselli autostradali intorno alla capitale sono già in transito i pullman: ne sono attesi circa 750. Gli organizzatori stimano che per l’I-Day potrebbero sfilare in corteo tra le 100 mila e le 200 mila persone.





Quale sarà la fine di questa crisi? La Bibbia dice: “[Il re del nord = Russia] ritornerà nel suo paese con grandi ricchezze [1945], e il suo cuore sarà contro il patto santo [l’ateismo di stato], e agirà [attività in ambito internazionale], e tornerà al suo paese [la disintegrazione dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. Le truppe russe restituito alla paese]. Al tempo fissato [il re del nord] tornerà [il terremoto economico-finanziario e politico, il disgregazione dell’Unione europea e della NATO. Le truppe russe tornerà a paesi dell’ex blocco orientale]. Ed entrerà a sud [Georgia], ma non sarà come la prima volta [1921] e come l’ultima volta [2008].” (Daniele 11:28, 29) E poi gli USA attaccherà la Russia. (Daniele 11:30a) Questo sarà una guerra nucleare. (Rivelazione 6:4) “Una grande spada” = una spada nucleare. Questo sarà “l’inizio delle doglie del parto”. (Matteo 24:7, 8)