L'ingresso della procura di Perugia (foto F.Troccoli)

di En.Ber.

Indagata per truffa una dipendente comunale del Trasimeno. La donna, 53 anni, è accusata dalla Procura di Perugia di essersi allontanata dal posto di lavoro per raggiungere centri commerciali, ipermercati e negozi. Durante l’orario di servizio – è emerso in fase di indagine – è anche rientrata verso casa.

Il Gps nell’auto Gli spostamenti sono stati monitorati dai vigili del Corpo intercomunale di polizia municipale Trasimeno Nord-Est attraverso un rilevatore Gps nascosto nell’utilitaria dell’indagata. Il localizzatore ha tracciato ogni movimento. I fatti contestati, per cui solo pochi giorni fa la donna ha ricevuto l’avviso di conclusione indagini preliminari, risalgono alla primavera del 2015. Più nello specifico dall’11 aprile al 9 giugno. Durante quel periodo – scrive il Pm Paolo Abbritti – la 53enne ha effettuato «illecite timbrature» col badge attestando «falsamente la propria presenza in ufficio», anche nella «fascia oraria di lavoro straordinario».

I 26 episodi L’«ingiusto vantaggio patrimoniale» ammonterebbe a 532 euro. Sono 26 gli episodi contestati dal magistrato nelle cinque pagine di cui è composto il capo d’imputazione. Dalle carte spuntano minuti rosicchiati all’ufficio, «soste e movimenti» nei «pressi della propria abitazione», della farmacia, della pescheria o del supermercato del paese. Secondo la Procura i fatti sono stati «commessi con abuso di relazioni di ufficio e di prestazione d’opera». La donna, inoltre, avrebbe «attestato falsamente la propria assenza in servizio mediante modalità fraudolente» intervenendo «manualmente in assenza dell’autorizzazione del dirigente».

Nessun provvedimento L’indagata è tuttora in servizio. Non è mai stata sospesa. Contro di lei non è stato adottato alcun provvedimento, neppure di carattere disciplinare. Nel fascicolo del Pm ci sono anche immagini estratte dalle telecamere di videosorveglianza di un negozio.