Un sequestro preventivo di quasi sei milioni di euro è stato richiesto dalla Procura di Perugia e firmato dal gip, ma non all’azienda, come riportato dal Messaggero, bensì sul conto di tesoreria della Regione Umbria. Questo è l’ultimo degli sviluppi sull’inchiesta della Procura perugina su una presunta truffa ai danni dello Stato per l’assegnazione di un contributo pari proprio a quasi sei milioni alla Regione dal Fondo nazionale trasporti.
Sequestro alla Regione In una nota è proprio Umbria Tpl e Mobilità spa a definire «notizia priva di fondamento e quindi falsa» che sia stato operato un sequestro nei sui confronti. «Risulta infatti – si legge nella nota – un decreto di sequestro per l’importo di euro 5.996.858,24, come quota parte di una più ampia assegnazione a valere sul Fondo nazionale trasporti, ma operata sul conto di tesoreria della Regione Umbria, che è infatti l’Ente assegnatario di tale Fondo. Si ricorda che Umbria Mobilitá spa – società interamente pubblica – ha da oltre 2 anni cessato di gestire servizi di trasporto locale e non risulta quindi neanche indirettamente interessata dal sequestro di cui sopra».
Assoluta correttezza Ribadendo «l’assoluta correttezza dell’operato dell’Azienda», UM sottolinea come «il sequestro a carico della Regione conferma quanto già dichiarato agli inizi della vicenda giudiziaria e cioè che le verifiche dell’Osservatorio nazionale sul trasporto pubblico locale hanno effetti sui rapporti finanziari tra Ministero e Regione e non ricadono dunque sui gestori dei servizi di trasporto, che vengono remunerati per l’attività svolta in base ad appositi contratti di servizio».
