Il pm Mario Formisano ©Fabrizio Troccoli

di Chiara Fabrizi

Rinviato a giudizio l’ex capo della massoneria Antonio Perelli e altri otto, mentre è stato condannato a due anni e dieci mesi Pantelis Kurtsopulos, che aveva scelto il processo abbreviato e per il quale è caduta l’accusa di associazione per delinquere, ma non quella di concussione. Dopo una lunga camera di consiglio il gup Lidia Brutti ha disposto il processo anche per Luca Orlandi, Linda Richieri (entrambi all’epoca dei fatti dirigenti della Regione come Perelli), Alessandro Rossi e Massimo Ceccarelli: loro, insieme a Perelli, devono rispondere dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata a delitti contro la pubblica amministrazione. Il processo si aprirà il 21 settembre 2021.

Perelli e altri otto a processo Stando alle accuse del pm Mario Formisano, l’ex capo della massoneria, insieme a Orlandi e Richieri, avrebbe «gestito il servizio di Accreditamento della direzione Salute della Regione favorendo sistematicamente alcuni operatori sanitari accreditati o da accreditare ai danni di altri». Nell’ambito dell’inchiesta Piramide, come è stata ribattezzata l’indagine del Nas coordinata dalla procura di Perugia, Rossi e Ceccarelli, entrambi «titolari di farmacia», avrebbero «partecipato all’attività associativa ottenendo in cambio provvedimenti amministrativi illegittimi che consentivano agli stessi di aprire, in assenza di requisiti normativi, depositi farmaceutici» come si legge nel capo di imputazione. Scagionati dalle accuse, invece, il farmacista Andrea Lilli e Francesco Perelli, figlio dell’ex capo della massoneria, per il quale già il pm aveva chiesto il proscioglimento perché il fatto non costituisce reato. Rinviati a giudizio, infine, anche i farmacisti Giuseppina Mantucci, Giuseppina Manuali e Roberto Zavadlal. Nel procedimento si sono costituite parti civili la Regione Umbria e l’Ausl Umbria 1, con la prima che ha ottenuto una provvisionale di 20 mila euro e la seconda di 10 mila.

Rettifica Contrariamente a come riportato in precedenza, Sertorio Lalli non è mai stato rinviato a giudizio, bensì il gup ha dichiarato la propria incompetenza territoriale a seguito di una eccezione presentata dalla difesa. Pertanto è uscito dal procedimento aperto davanti al tribunale di Perugia.

@chilodice

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