Forestale alla Gesenu

di Francesca Marruco

«Errata codifica del rifiuto o false analisi finalizzate a massimizzare lo smaltimento di rifiuti in impianti del gruppo Gest, con conseguenti vantaggi economici». Un’altra crepa nel già disastrato muro di onestà che sta emergendo dall’indagine della Dda di Perugia sul presunto traffico e smaltimento illecito di rifiuti di cui Gesenu sarebbe l’ombelico. Insomma, il sospetto degli uomini della Forestale  – che hanno indagato coordinati dal pm della direzione distrettuale antimafia di Perugia Valentina Manuali – è che ad alcuni rifiuti industriali siano stati assegnati codici non idonei, dati in seguito alla supposta falsificazione del valore di Doc da parte di un laboratorio, al solo scopo di smaltire in maniera più economica.

Il più agevole smaltimento «Emblematico – si legge nell’annotazione della forestale – è il caso di omissis dove attualmente smaltiscono con il codice 160306 le schiume poliuretaniche che prima venivano più propriamente codificate come materiale isolante». Quel codice però non permetteva il conferimento in discarica per l’elevato valore di carbonio organico disciolto ( Doc) e così sarebbe stato cambiato. «Tale cambio di codice – si legge – è stato concertato dal dottor Presilla e la Gesenu per il tramite di Baldini Furio per “un più agevole smaltimento”».

TUTTO SULL’INCHIESTA GESENU

I Doc E la storia del valore del carbonio organico disciolto la si trova riferita a più situazioni: tutte con un Doc più basso per uno smaltimento più semplice. Ed è per questo che la Forestale scrive che «emergono forti dubbi sull’operato di Presilla del laboratorio Erica, perché sono stati rinvenuti certificati analitici con valori assolutamente divergenti con quelli emersi dall’attività di Arpa, nel caso di omissis rileva valori di Doc pari a 21, 05 mg/l mentre Arpa rileva Doc pari a 173 mg/l». Anche in un’altra ditta Arpa rileva Doc molto superiori del dottor Presilla: 231 contro 124».

SCONTRO COMUNE-SOCI PRIVATI

Rifiuti speciali pericolosi Non solo rifiuti speciali con codici non idonei, ma anche rifiuti speciali pericolosi «illecitamente miscelati tra di loro». Sono 37, 7 le tonnellate di «almeno due rifiuti di natura pericolosa» prodotti da una società, la quale «illecitamente smaltiva con il codice Cer 150106 diverse tipologie di rifiuti speciali, di cui almeno due pericolosi illecitamente miscelati tra di loro». Ulteriore conferma di questa anomalia, che per la magistratura è reato, è che i codici Cer in entrata non si trovano in uscita nelle discariche.

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