Galleria La Franca

Non solo verifiche su spessore e materiali utilizzati per la realizzazione della galleria La Franca, ma anche campionamenti per accertare eventuali illeciti ambientali. Sembra destinata ad allargarsi l’inchiesta della procura della Repubblica di Spoleto sulla nuova statale 77 Foligno-Civitanova dove venerdì hanno lavorato i carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) di Perugia, incaricati di accertare le modalità con cui sono stati smaltiti i materiali di scarto provenienti dai cantieri delle gallerie.

Inchiesta sulla Foligno-Civitanova Come noto l’inchiesta ha preso il via dalla testimonianza anonima di un operaio trasmessa da Report e secondo il quale nella galleria La Franca non erano stati utilizzati sufficienti quantitativi di calcestruzzo. Sull’accusa indagano da alcuni mesi il procuratore capo Alessandro Cannevale e il sostituto Michela Petrini che, a quanto pare, vogliono vederci chiaro anche sulle eventuali violazioni compiute nell’ambito del cantiere per la realizzazione della Foligno-Civitanova. Per questo i Noe venerdì mattina sono tornati sulla nuova statale 77 e hanno effettuato una serie di campionamenti e verifiche sui materiali di scarto provenienti dalle gallerie e relativa procedura di smaltimento.

Sei indagati Nei giorni scorsi si è appreso che al registro degli indagati sono state iscritte sei persone indagate a vario titolo per truffa in pubblica fornitura e tentata strage, ma l’inchiesta resta blindata. Alla fine di novembre a compiere una serie di controlli nella galleria La Franca erano stati i carabinieri del reparto indagine tecniche del Ros (raggruppamento operativo speciale). In quel caso sotto la lente degli inquirenti erano finiti sia lo spessore di cemento che costituisce la volta del tunnel, sia la qualità dei materiali utilizzati per la realizzazione della galleria. Non è escluso che l’esito degli accertamenti abbia fornito sotto il profilo ambientale elementi su cui la procura ha ritenuto di dover disporre ulteriori accertamenti.

Spessori galleria non conformi Dopo la messa in onda dell’intervista dell’operaio, sondaggi nella galleria La Franca erano stati anche compiuti da Anas. In particolare, stando a quanto comunicato ufficialmente a giugno, i controlli avevano fatto emergere la necessità di rinforzare il tunnel in alcuni punti pari al 10% della galleria dove sono state rilevate non conformità degli spessori risultati inferiori di almeno 20 centimetri, a fronte di previsioni progettuali che fissavano in 50 centimetri lo spessore di calcestruzzo. Sempre Anas aveva poi assicurato, attraverso il presidente Gianni Armani, che tutte le gallerie della Foligno-Civitanova sarebbero state passate ai raggi X.

Delrio, Ciucci e Marini Prima dell’esito dei sondaggi Anas, a cui seguono quelli delegati al Ros dalla procura, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio in visita a Spoleto aveva parlato di «rassicurazioni definitive da parte del presidente di Anas Pietro Ciucci (a cui è poi succeduto Armani, ndr)». Lo stesso Ciucci aveva anche risposto alla richiesta di chiarimenti della presidente Catiuscia Marini, inviando in Regione una corposa documentazione tecnica. Nel luglio scorso, poi, il presidente della Quadrilatero, Guido Perosino, nell’ambito di un’audizione in commissione comunale a Foligno aveva riferito: «Sono state trovate delle non conformità rispetto alle procedure ma non ci sono rischi per le gallerie della Foligno-Civitanova (conclusa al 97%) ma la data dell’apertura non è ancora possibile individuarla».

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