di Ivano Porfiri
Ci hanno provato quattro volte, finché sono riusciti a spuntarla. Dopo il no del Riesame, gup, Cassazione il tribunale collegiale di Perugia ha accolto le eccezioni di incompetenza territoriale depositate dalle difese degli imputati della cosiddetta «cricca». Il processo per la mala-gestione degli appalti per il G8 e i Grandi eventi passa quindi a Roma, eccezion fatta per il capo ‘A’ di imputazione che riguarda l’imprenditore Diego Anemone, Angelo Balducci, Emmanuel Giuseppe Messina ed Edgardo Azzopardi.
Troncone perugino La parte del processo che resta a Perugia è quella che concerne la rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio contestato in concorso ad Anemone, Balducci, Messina e Azzopardi per le rivelazioni fornite dall’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro ad Anemone e Balducci «direttamente ed indirettamente» sulle inchieste che li riguardavano a Roma e a Firenze. Questo troncone del processo proseguirà nella prossima udienza, fissata per il 22 gennaio. Era stato proprio il coinvolgimento di Toro (che ha patteggiato 8 mesi davanti al gup per rivelazione del segreto d’ufficio) a far trasferire l’inchiesta da Firenze a Perugia, competente per i reati riguardanti i magistrati romani.
L’inchiesta Qui i sostituti procuratori Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi avevano dipanato l’intricata matassa fra politica, appalti e favori che hanno visto il coinvolgimento di personaggi di primo piano come l’ex numero uno della protezione civile, Guido Bertolaso, ma anche degli ex ministri Claudio Scajola (per la famosa casa vista Colosseo) e Pietro Lunardi e del porporato Crescenzio Sepe. Questi tre sono già usciti dal filone perugino.
Sistema gelatinoso Venne a galla quello che è stato definito «sistema gelatinoso» che vedeva come punto di riferimento – sono le tesi dell’accusa – nel mondo imprenditoriale il giovane e rampante costruttore Diego Anemone e dall’altro lato chi aveva il potere di assegnare la gestione di importanti appalti, diversi dei quali attraverso il meccanismo dell’emergenza in capo alla protezione civile. L’inchiesta prese diverse direzioni riguardando eventi come i mondiali di nuoto a Roma del 2009, la costruzione della scuola dei Marescialli a Firenze (da cui tutto è partito), fino ai lavori per gli edifici chiamati ad ospitare il G8 alla Maddalena, poi abbandonata per L’Aquila colpita dal terremoto. Proprio il Comune della Maddalena è stato ammesso come parte civile insieme ai ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia.
Verso Roma La gran parte del processo, dunque, passa al tribunale di Roma. Qui verranno giudicati a vario titolo per i reati di corruzione, corruzione in atti giudiziari, favoreggiamento e favoreggiamento della prostituzione, tra gli altri, Guido Bertolaso, l’ex provveditore alle opere pubbliche Fabio De Santis, il funzionario pubblico Mauro della Giavampaola, l’ex commissario straordinario ai mondiali di nuoto a Roma Claudio Rinaldi. Ma anche gli stessi Anemone e Balducci per gli altri capi di imputazione.
Rischio prescrizione Cosa accadrà con questo passaggio, tanto agognato dalle difese? Sono in molti a credere che il processo sia destinato a una dilatazione dei tempi che porterà verso la prescrizione per molti reati. La corruzione, ad esempio, si prescrive in sette anni. Dato che a Roma tutto dovrà ripartire dall’udienza preliminare e alcuni reati risalgono anche al 2004, è facile pensare che dopo tanto rumore si sia imboccata la ben nota strada giudiziaria italiana che porta al nulla.
