di Iv. Por.
Chiede la «testa» del sindaco Giovanna Petrini l’opposizione di Cannara. Il motivo sta nelle ricadute dell’inchiesta per gli appalti «pilotati» per circa 700 mila euro del Piano di sviluppo rurale distribuiti dalla Regione, su cui sta lavorando la procura di Perugia e che vede 17 indagati, tra cui proprio il primo cittadino di Cannara e il collega di Arrone, Loreto Fioretti.
L’inchiesta L’accusa mossa ai sindaci è di truffa in concorso, ma per gli altri le contestazioni sono anche più pesanti: per 5 persone tra cui un funzionario regionale e la figlia (che lavorava in un’azienda beneficiaria) l’accusa è associazione per delinquere. Secondo l’accusa esisteva «una sorta di comitato d’affari ha illegalmente gestito i fondi» del Psr 2007-2013 per la promozione agroalimentare e lo sviluppo turistico del territorio umbro. Gli agenti della sezione di polizia giudiziaria hanno acquisito carte in Regione e nei Comuni, così come nelle abitazioni private di alcuni indagati. Tra le altre accuse ai 17, a vario titolo, corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. L’inchiesta è partita da alcuni accertamenti svolti dall’Olaf (Ufficio europeo lotta antifrode) di Bruxelles e da esposti presentati in Regione dal consigliere allora del Fli e oggi di Fare Italia, Franco Zaffini.
Zaffini: malcostume diffuso Lo stesso Zaffini, in una conferenza stampa, insieme ad alcuni consiglieri comunali di Cannara, ha sottolineato come «le accuse sono pesantissime e riguardano sia l’aspetto penale che la responsabilità politica. Ma testimonia anche la funzione dell’opposizione che, in Umbria, viene fatta e anche bene seppur tra mille difficoltà». In merito al caso, Zaffini rimarca il «malcostume e l’aria di impunità che si respira spesso, come testimonia anche la prassi di far riaprire i bandi già chiusi per farne usufruire agli amici degli amici: denunciamo questi casi da anni». Il consigliere di fare Italia ha concluso dicendo che «chiederemo all’assessore di revocare il contributo oggetto della contestazione e ai Comuni di restituire i soldi».
Cannara: chieste dimissioni Il consigliere comunale di Cannara, Fabrizio Gareggia, si è soffermato, in particolare, sul finanziamento da 100 mila euro riguardante il suo comune. «Al di là degli aspetti giudiziari (oltre all’inchiesta penale ce n’è una della Corte dei conti per danno erariale), ci interessano le responsabilità politiche, forse anche più gravi. Il sindaco avrebbe dovuto fare un gesto d’amore per Cannara dimettendosi, ma visto che non lo ha fatto presenteremo una mozione di sfiducia chiedendo che venga votata in Aula. Allora vedremo chi si assumerà la responsabilità di votare a suo favore».

