di C.F.
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Due ore davanti al pubblico ministero Gennaro Iannarone per respingere ogni addebito, a cominciare dall’associazione a delinquere, formulati a suo carico dalla procura spoletina che alla fine di maggio ha notificato a 34 persone, tra cui i vertici della Banca Popolare di Spoleto, l’avviso di conclusione dell’indagine.
Morcella: «Fiduciosi su revisione ipotesi di reato» Ha chiesto di essere ascoltato Giovannino Antonini, tuttora agli arresti domiciliari nell’ambito di un’altra indagine, quella sul tentativo di pilotare il ricorso al Tar contro il commissariamento della Spoleto credito e servizi, e giovedì mattina, accompagnato dal legale, l’avvocato Manlio Morcella, ha raccontato la «sua verità» su molte delle operazioni contestate dalla magistratura. «Abbiamo depositato copiose documentazioni e siamo particolarmente fiduciosi – spiega Morcella – su una revisione delle ipotesi di reato da parte delle procura di Spoleto».
L’inchiesta All’orizzonte, infatti, ci sono le richieste di rinvio a giudizio nell’ambito di un’inchiesta particolarmente da cui emerge una presunta associazione a delinquere «diretta e organizzata» da Giovannino Antonini il quale, grazie a «rapporti e conoscenze collaudate» con i vertici di Bps, «favoriva e sollecitava» la concessione di finanziamenti e aperture di crediti a clienti che, poi, lo «ripagavano versandogli dei corrispettivi». Tra le contestazioni anche usura, appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta.
