di Chia.Fa.
Per l’incendio di Acquasparta non ci sarebbe stato dolo. Le prime fiamme del rogo che ha divorato 300 ettari tra bosco e coltivazioni a valle sarebbero divampate ai margini della E45, poi i pochi metri quadrati di discarica a bordo strada hanno fatto il resto. Al quartiere generale della Forestale ci sono pochi dubbi. Diverso il discorso per l’inferno che ha devastato le montagne a confine tra Spoleto e Terni. Qui le perplessità continuano a moltiplicarsi. Le ipotesi restano tutte sul tavolo, ma nonostante gli sforzi a mancare è ancora «un elemento che possa far affermare con ragionevole certezza» la presenza dei piromani nelle zone devastate.
Geologi al lavoro Giovedì,intanto, è stata la giornata dei sopralluoghi. Fin dalle prime ore del mattino su entrambe le zone, anche se quella a confine tra Terni e Spoleto presenta maggiori criticità, si sono portati i tecnici dei Comuni interessati, la Prociv, la Forestale, i pompieri e i geologi della Regione che, prima, hanno sorvolato a bordo di un elicottero la zona per poi scendere a terra per addentrarsi nei boschi. Venerdì mattina tutti torneranno in prefettura per illustrate i rispettivi resoconti e definire il cronoprogramma della messa in sicurezza, ognuno per le proprie competenze, delle strade interessate.
Valichi ancora chiusi Tanto il tratto di Flaminia interessato, quanto la statale 418 che collega Spoleto ad Acquasparta restano ancora chiusi al traffico. Difficile qualsiasi tipo di pronostico, soprattutto alla vigilia del summit in prefettura, dove dovrà essere stilato un piano di intervento. Le operazioni, si ammette da più parti, non sono affatto semplici, motivo per cui le deviazioni consigliate potrebbero rimanere tali ancora per diversi giorni.
«L’incendio di Acquasparta è colposo» La caccia ai piromani, nel frattempo, si concentra sulle montagne tra Spoleto e Terni. Sì, perché ad Acquasparta i rilievi parlerebbero chiaro: le fiamme sono arrivate dai margini dell’E45, forse un’automobilista, forse uno della zona, fatto sta che le tracce visibili autorizzano fonti autorevoli della Forestale a confermare l’origine colposa. Come a Deruta insomma, non ci sarebbe stata intenzionalità. Sulla Somma, come noto, il discorso è diverso.
Enigma Somma Le perplessità e i dubbi sono ancora tanti e la ricostruzione dei fatti resta particolarmente incerta. Per intendersi gli esperti non sono sicuri che le fiamme si siano diramate da più focolai, certo la panoramica area mostra un incendio disomogeneo, con aree boschive carbonizzate e altre scampate al fuoco, ma nessuno dimentica le raffiche di vento dei giorni dei roghi. Elementi che possano confermare il dolo, a quanto risulta, non ne sarebbero ancora stati trovati. Le cinque taniche di benzina repertate in una delle zone colpite del Ternano, non convincono affatto gli inquirenti, probabile che siano state lasciate nel bosco mesi e mesi fa.

