Un bambino

Aiutare le famiglie per le spese dei centri estivi frequentati da minori in età prescolare e in obbligo di istruzione. È essenzialmente questo l’obiettivo della delibera con la quale, nelle scorse ore, la giunta regionale ha stanziato 2,5 milioni di euro di fondi europei per l’avviso la cui gestione, come ogni anno, sarà affidata a Sviluppumbria. Le risorse arrivano dal Programma regionale Fondo sociale europeo Plus 2021-2027 e serviranno a sostenere la partecipazione di bambini e ragazzi ai servizi educativi, ricreativi, motori e sportivi organizzati durante il periodo estivo da soggetti pubblici e privati presenti in Umbria.

L’avviso L’approvazione dei criteri per l’erogazione dei contributi è stata annunciata dall’assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli, che ha spiegato come la misura sia pensata per alleggerire il peso organizzativo sulle famiglie nei mesi di chiusura delle scuole. «I centri estivi – scrive in una nota di Palazzo Donini – garantiscono occasioni educative, socialità e attività sportive per bambini e ragazzi e permettono ai genitori di affrontare con maggiore serenità la gestione quotidiana». L’intervento punta quindi a favorire la conciliazione tra tempi di lavoro e gestione familiare durante l’estate. I contributi potranno essere richiesti esclusivamente per i centri estivi che avranno comunicato la propria attività alla Regione attraverso una procedura informatica dedicata. Sarà inoltre predisposto un elenco regionale dei servizi aderenti, che potrà essere consultato direttamente dalle famiglie.

I tempi di apertura Barcaioli ha anche annunciato l’avvio di un confronto per valutare una sperimentazione sulle scuole aperte oltre il periodo tradizionale di chiusura estiva già dal prossimo anno scolastico. «L’obiettivo – ha spiegato – è estendere i tempi di apertura per favorire la conciliazione scuola lavoro all’interno delle famiglie». Secondo Barcaioli, «l’attuale calendario scolastico risponde a un modello familiare degli anni Sessanta e Settanta, troppo distante dalla realtà di oggi». Per questo motivo Palazzo Donini intende portare il tema all’attenzione del ministero dell’Istruzione e del Merito chiedendo «un cambiamento radicale dell’organizzazione del tempo scuola». Le modalità operative per la presentazione delle domande e per l’assegnazione dei contributi saranno definite con successivi provvedimenti della Regione.

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