In Umbria aumentano i reati a sfondo sessuale. Ma anche i reati ambientali e quelli contro la pubblica amministrazione. E’ quanto emerge dalla relazione che il presidente della Corte d’Appello di Perugia Wladimiro De Nunzio ha fatto in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Se nel 2011 per i reati contro la pubblica amministrazione facevano registrare una linea di decremento del  55,  nel 2012 hanno fatto registrano un + 147. Crescono anche i reati contro la libertà sessuale, passate dal + 26 del 2011 a +423 del 2012. Anche i reati ambientali o relativi agli abusi edilizi registrano un incremento : dal +108 passano del 2011 passano infatti al +369 del 2012. Segno più anche per l’omicidio e le lesioni colpose: dal +31 del 2011 al + 161 dell’anno successivo.

Poche luci e tante ombre  «Il bilancio annuale, connota di poche luci e di crescenti ombre. La navicella giudiziaria ha bisogno, per navigare speditamente sulla rotta programmata, innanzitutto dell’equipaggio necessario per governarla, di tutto il personale che le diverse mansioni richiedono. Una nave con un equipaggio decimato rischia di essere ingestibile, esposta al rischio di derive e ritardi per l’impossibilità di dispiegare correttamente e completamente tutte le potenziali  energie che le velature in dotazione potrebbero assicurare». Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Perugia durante il suo discorso. «Ma questa consapevolezza del principale problema che attanaglia anche la giustizia umbra  – ha aggiunto De Nunzio -non si tradurrà in paralizzante pessimismo, sia perché l’impegno della magistratura e degli amministrativi non demorderà, sia perché i segnali di attenzione e partecipazione che provengono dalle varie istituzioni locali, compresa l’avvocatura, fanno ben sperare in una azione sinergica a tutela degli interessi dei cittadini umbri».

I tempi della giustizia : Perugia   E dunque nonostante le carenze di organico, ecco i numeri della giustizia in Umbria: per quanto riguarda il tempo medio del primo grado di giudizio, i procedimenti a trattazione collegiale risultano definiti per la maggior parte ( il 52,6%) in oltre due anni, il 26,3% tra 1 e 2 anni, e il 21% entro 1 anno . Durata inferiore hanno avuto i procedimenti a trattazione monocratica, dove si registra una percentuale del 45,7% di definizioni entro 1 anno, del 24,8 % tra 1 e 2 anni, del 29,5% in oltre due anni. La durata delle definizioni dei procedimenti gip gup si attesta per il 49% entro 6 mesi, per il 35,1% tra 6 mesi e 1 anno, per il 13% tra 1 e 2 anni, e per il restante 2,9% otre 2 anni.

Terni:  Il Tribunale di Terni registra, nel settore penale, tempi più contenuti rispetto a Perugia: il 35% dei procedimenti con rito collegiale sono stati definiti entro 6 mesi e un altro 32,5% tra 1 e 2 anni; più della metà (52,4%) dei procedimenti con rito monocratico sono stati definiti entro 6 mesi , il 19,4% tra 6 mesi e 1 anno, solo il 13% oltre 2 anni. Il 77% dei procedimenti GIP-GUP è stato definito entro 6 mesi. Presso la sezione penale, alla data del 30.6.2012 i processi a trattazione collegiale pendenti in fase dibattimentale sono stati 336 (in aumento rispetto ai 285 dell’anno precedente).

Mancano magistrati e amministrativi   Tutto questo nonostante nel distretto dell’Umbria manchino ben 20 magistrati. Sul complessivo organico dei magistrati pari a 117 unità, ne risultano presenti 97 con una scopertura pari al 17,1%; quanto al personale amministrativo la scopertura è altrettanto ampia, del 17,4% stante la presenza di 439 unità su un organico di 531, con punte critiche, che per la fine dell’anno hanno raggiunto il 34% in Uffici quali la Corte di Appello.

Nuovi numeri della magistratura umbra   Con la riforma e i vari accorpamenti previsti dalla legge, ci sarà anche una nuova rideterminazione delle piante organiche dei magistrati. E prevede: per il Tribunale di Perugia: nessuna variazione rispetto a p.o. aggregata di 33 unità; per il Tribunale di Terni: una pianta organica di 17 unità con una diminuzione di 3; per il Tribunale di Spoleto: una p.o. di 11 magistrati con un aumento di 5; per la Procura di Perugia: nessuna variazione rispetto alla p.o. aggregata di 14 unità; per la Procura di Terni: una p.o. di 7 magistrati con riduzione di 1 unità; per la Procura di Spoleto: una p.o. di 4 unità con aumento di 1. Complessivamente la proposta per il distretto è di 61 giudicanti rispetto ai 59 attuali e per i requirenti la conferma dei 25 attuali.

Triplicati i reclusi   Tra le tante tematiche affrontate durante la celebrazione, il presidente della Corte d’Appello ha anche parlato del «vertiginoso aumento del numero dei detenuti presenti negli istituti penitenziari del distretto. Il numero dei condannati definitivi è, infatti, passato da  450 alla data del 2008 a  1237 a fine dicembre». «In quattro anni, quindi – ha aggiunto il presidente – , il numero dei condannati presenti è quasi triplicato, nonostante l’incapienza delle strutture esistenti. Più in particolare è notevolmente aumentata la percentuale di detenuti con condanna definitiva che rappresenta, allo stato, circa il 75% del totale delle persone ristrette in Umbria (in totale, 1630 a fine 2012)».

No a novelli partigiani  Non potevano mancare tematiche di scottante attualità come quella delle candidature di magistrati alle prossime elezioni politiche. A parlare della cosa è stato il procuratore generale Giovanni Galati che ha detto: «la Magistratura non ha bisogno di pseudo rivoluzionari o di novelli partigiani, ma di persone che svolgano il proprio lavoro», per questo che secondo il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia, «le candidature dei magistrati mettono in pericolo la chiarezza della distinzione dei poteri ed il principio dell’indipendenza dei magistrati è a rischio». «Quando smette la toga per presentarsi alle elezioni – ha detto ancora Galati – , un magistrato suscita sospetti che, anche se infondati, gettano un’ombra sulla sua carriera e sull’ordine cui appartiene. L’ombra è maggiore se è parte attiva in un procedimento delicato che coinvolge le istituzioni dello Stato. In tale caso può essere sospettato di aver agito da fiancheggiatore e sostenitore di una parte politica».

Corruzione, un’occasione mancata   E’ sempre il procuratore a parlare di un altro tema scottante come la corruzione. Secondo Galati infatti, la legge sulla corruzione, «è stata un’occasione mancata ed ha totalmente disatteso, si può dire meglio “ha frodato”, le raccomandazioni Europee sul punto». «La pena per il traffico d’influenze e per il voto di scambio  – ha aggiunto Galati – è di tre anni di reclusione. Ne consegue che non sono permesse le intercettazioni telefoniche, ragion per cui scoprire tali reati appare impossibile. Nel traffico d’influenze e nel voto di scambio la contropartita è il danaro o altro vantaggio patrimoniale. L’esclusione del reato perché il fatto non sussiste alla presenza degli usuali  favori (raccomandazioni; promozioni non meritate nell’ambito dell’ufficio;) rende la norma estremamente lacunosa e per nulla adeguata alla realtà.  I numerosi episodi che hanno coinvolto personaggi politici locali, regionali e nazionali non sono stati di alcun insegnamento».