©️Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli ed Enzo Beretta

Patteggia la propria condanna a un anno e dieci mesi di reclusione (pena sospesa) l’ex titolare del ristorante Orto del Frate di Perugia indagato dal pm Gianpaolo Mocetti per aver «cagionato il fallimento della società» mettendo in atto «operazioni dolose» e «omettendo sistematicamente dal 2003 al 2018 il pagamento dei tributi erariali per un totale di 405 mila euro». L’Orto del Frate è stato per tre generazioni un punto di riferimento per la città di Perugia, uno dei pochissimi locali che rimanevano aperti fino a tarda notte.

Conti I settemila euro per «mancati pagamenti di varie imposte, Irpef, addizionali comuni e regionali» del 2003 sono diventati 31.000 nel 2011 e in un crescendo rossiniano sono salite a 52.000 nel 2013, 61.000 nel 2015 e poco meno di 98.000 euro nel 2016. Si legge nelle carte della Procura: «Alla data del fallimento (luglio 2019) l’esposizione debitoria nei confronti degli enti di riscossione erariale, comprensiva dei mancati pagamenti contributivi dei dipendenti, si attestava a 1.065.000 euro». 

Il pm: «Danno di rilevante gravità» Al 70enne perugino veniva contestata «l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità». Nel carnet delle accuse si legge che «pochi mesi prima del fallimento, quando si era già manifestato lo stato di decozione irreversibile» l’imputato «dissipava ovvero distraeva i proventi della vendita di beni della società ceduti a terzi»: un migliaio scarso di euro per un paio di frigoriferi, la lavastoviglie, la cucina con quattro fuochi, la griglia, il bollitore, l’abbattitore, un’impastatrice, una  grattugia e un pensile con due ante scorrevoli». Meno della metà, invece, per cedere due tavoli da lavoro e un pensile. 

Fallimento «Nonostante si fosse già manifestato lo stato di decozione irreversibile, quanto meno dal 2013 – ricostruisce l’accusa – proseguiva l’attività accumulando ulteriori debiti verso i dipendenti e l’Erario e incrementando gli interessi passivi dovuti all’amministrazione finanziaria e agli altri creditori». Tra le fonti di prova acquisite dalla Procura ci sono la sentenza di fallimento, la relazione fallimentare e l’esito dell’attività di indagine della guardia di finanza. 

La difesa: «Esprimo soddisfazione per la definizione di questa vicenda giudiziaria nella quale il mio cliente per una serie di contingenze sfavorevoli, in gran parte a lui non imputabili, è rimasto coinvolto nel fallimento della sua storica attività Orto del Frate – ha spiegato l’avvocato Andrea Bellachioma -. Anche il pm ha prestato il consenso alla richiesta di patteggiamento comprendendo la particolarità del caso nonostante i capi di imputazione prevedessero pene molto elevate».

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