di Maurizio Troccoli
L’ha ammazzata per disperazione. Per amore. Per rabbia. O perchè tutti questi sentimenti insieme fanno perdere la ragione. Ma Yuri ha macchiato di sangue un altro 8 marzo, il terzo in Umbria, dopo quello della strage del Broletto e dell’omicidio di Ofelia.
La ricorstruzione L’ha fatto con un colpo secco. Uno di quelli che non danno il tempo di ragionare nè al carnefice nè alla vittima. A ricostruire i passaggi di questa tragedia, questa mattina è La Nazione, con un articolo a firma di Erika Pontini.
VIDEO. QUANDO LA POVERA LAURA FU INTERVISTATA DA U24. DAL MIN. 3
La tragedia Lui, Yuri Nardi, agente di polizia, sono alcuni giorni che non rientra a casa. Mentre sono molti più quelli vissuti nella disperazione di perdere la donna che ama. Laura Arcaleni, una donna dalla sensibilità al di sopra della media, che ha dedicato una vita a prendersi cura degli altri. Dei più deboli. Degli ammalati, come dei bambini con disagio. Umbria24, ha avuto modo di intervistarla in video (dal minuto 3) durante una manifestazione della Croce Rossa per il rischio di perdere il lavoro, nel giugno del 2011. Poi Laura ha ripreso in mano il suo destino e quindi un lavoro a Città di Castello, sempre nel sociale, con i bambini, e una casa, una bella villa, da poco ristrutturata.
Gli ultimi momenti Yuri, senza farsene accorgere, proprio perchè riservato, ha trascorso gli ultimi giorni in cerca di una camera, fuori da quella casa. Di questo non ne sapevano nulla neppure i colleghi di lavoro. Probabilmente ha dormito in macchina. Quanto basta per lasciare esplodere il senso di frustrazione e di solitudine nella mente di un uomo che ancora ama la donna che ha sposato e non riesce a fare i conti con il fatto di averla persa. Venerdì rientra in casa. Non è difficile provare a comprendere il suo stato d’animo. Ma forse una lettera ha fatto scatenare la furia omicida. Lei avrebbe scritto ad un amico di avere trovato il coraggio di lasciarlo. Yuri non ha più motivo di lottare. Vuole porre fine al dolore e lo farà con il sangue. Imbraccia il suo fucile a pompa, calibro 12, si lascia alle spalle in quel salone e in quelle stanze una lunga serie di bigliettini e di lettere che gli inquirenti troveranno e che restituiscono la cifra di quella disperazione, va nel garage e attende che Laura rientri. Non ha il tempo neppure di comprendere fino in fondo lo sguardo di Yuri ed è freddata da distanza ravvicinata. Con un colpo che non lascia speranza. Poi tocca a lui. Mette la canna del fucile sotto al mento ed esplode il secondo colpo.
Il ritrovamento La scena che gli inquirenti troveranno è «agghiacciante». E purtroppo è tutto chiaro fin dal primo ritrovamento dei due cadaveri. In una giornata memorabile che è iniziata con una telefonata di Yuri ad un amico: «Vieni a vedere questi due cadaveri» ed è finita in maniera tragicamente conseguente. L’esame dello stub, disposto dalla procura sulle mani di Yuri, confermerà l’ipotesi dell’omicidio suicidio. Il medico legale Sergio Scalise, non ha rinvenuto nessun segno di colluttazione, confermando il quadro. Non ci sarà bisogno neppure dell’autopsia.
