di Daniele Bovi

Dal supermercato al ristorante, dal locale notturno agli immobili, fino a case, auto e ingenti somme di contanti. Dalle carte delle indagini che hanno portato martedì – un anno dopo la scoperta di 68 kg di cocaina nascosti in una pizzeria di Foligno – all’emissione di sette misure cautelari, emerge quello che appare come un sistema strutturato di riciclaggio dei proventi derivanti dal traffico di droga.

Un sistema strutturato Le indagini hanno ricostruito come l’organizzazione criminale avrebbe organizzato una rete complessa per ripulire e reinvestire il denaro. Al vertice c’era uno degli albanesi, delegato da un suo connazionale (anche lui indagato e considerato organizzatore e finanziatore dell’organizzazione) a gestire il presunto sodalizio in Italia dopo essere stato espulso anni fa. Le attività commerciali, tra cui la pizzeria e il vicino locale, secondo gli inquirenti venivano utilizzate come copertura per giustificare la disponibilità di grandi somme di denaro. Versamenti per 14mila euro sono serviti per ristrutturare un immobile a Spello, intestato a una delle indagate per sottrarre beni a possibili sequestri; sempre la donna aveva una Mercedes da oltre 20mila euro decisamente incompatibile coi redditi dichiarati.

Investimenti all’estero I soldi però finivano anche all’estero e in particolare in Albania. Dalle carte emerge che quello che viene considerato «capo promotore» dell’organizzazione in Umbria aveva aperto un grande supermercato a Valona, mentre in una conversazione l’uomo spiega che da tempo investiva in attività lecite i proventi del narcotraffico; a riprova delle disponibilità dell’albanese, nella stessa conversazione all’uomo vengono proposti diversi investimenti immobiliari da fare in Albania. Un altro degli indagati poi spiega di aver già acquistato due appartamenti e un negozio nella capitale albanese.

Ucraini e cinesi Centrale in questo contesto è via della Canapa, una zona tranquilla e facilmente monitorabile della frazione folignate di Maceratola dove – spiegano gli inquirenti – si sono tenuti diversi incontri: in alcuni di questi è stato documentato il trasferimento di ingenti somme di contanti. Nell’ottobre del 2024 Gian Paolo Coresi, ritenuto il «custode della droga» nascosta nella pizzeria, ha incontrato un cittadino cinese che, dalle indagini, è risultato essere titolare di una ditta individuale per la fabbricazione di poltrone e divani con un volume d’affari dichiarato, nel 2022, di oltre 750mila euro. L’incontro, secondo gli inquirenti, è servito per trasferire 45mila euro in Spagna: ma quando i contanti arrivano nel paese iberico, nel gruppo scoppiano notevoli tensioni dato che mancano 10mila euro. Episodio, quello del trasferimento da 45mila euro, per il quale Coresi e altri due sono accusati anche di riciclaggio. In un caso invece 5mila euro sono finiti in una società della quale erano soci Coresi e il presunto capo del sodalizio, motivo per cui l’accusa contestata è autoriciclaggio.

Gli incontri In via della Canapa poi gli inquirenti hanno registrato anche l’arrivo, sempre tra l’ottobre e il novembre del 2024, di due ucraini: nel corso di un incontro, in particolare, sarebbe stata consegnata una cospicua somma di denaro. Tutto documentato nonostante le accortezze dell’albanese considerato al vertice dell’organizzazione, che evitava di parlare temendo microspie e che, nonostante le enormi somme di denaro gestite, non versava l’assegno di mantenimento per il figlio minorenne dato che, ufficialmente, non deteneva nulla; motivo per cui spiegava di «non avere nulla da temere». Le “cimici” però c’erano sulle auto degli albanesi che si servivano anche di una fidata officina del capoluogo umbro (già finita in un’altra indagine sempre relativa al traffico di droga) per “pulirle”; tentativo, per fortuna, non andato a buon fine. Per la giornata di giovedì sono in programma gli interrogatori di garanzia.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.