di Francesca Marruco
«Eravamo lì per fare delle immersioni tranquille, le definirei quasi ricreative, comprese tra 30-40 metri di profondità. Eravamo in otto, io ero insieme ad un ragazzo mentre gli altri sei erano a loro volta insieme. Non è vero come è stato scritto che Fabio Giaimo si è sentito male a 40 metri di profondità e io l’ho riportato in superficie, accusando a mia volta un malore per essere risalito troppo in fretta. Io ero con un ragazzo che aveva un’abilitazione inferiore, e quando sono risalito mi sono accorto dell’emergenza, ho provato a soccorrere Giaimo, l’ho fatto in maniera forsennata e quello poi mi ha procurato uno svenimento, ma io non so cosa sia accaduto sott’acqua. In superficie ho trovato un marasma, ho cercato di rianimarli come potevo ma non c’è stato niente da fare».
Il fatto Il racconto di Marco Barbacci, uno dei sopravvissuti alla tragedia in mare che si è consumata domenica alle Isole Formiche e che è costata la vita a tre sub di Perugia – Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gianluca Trevani -, fissa dei punti fermi in una sciagura che ancora non è del tutto chiarita e che potrà esserlo solo dopo gli accertamenti che la procura di Grosseto sta disponendo in queste ore.
E’ verosimile che il signor Giaimo si sia sentito male e che gli altri che erano con lui abbiano effettuato decompressioni errate nel tentativo di risalire velocemente per soccorrerlo?
«No, erano immersioni cosiddette ricreative a 30-40 metri di profondità, e dai minuti fatti sul fondo non credo avessero minuti da scontare per risalire e poi non sono quelli i profili per vederli morti in superficie. Sono riemersi insieme mantenendo la coppia e l’assistenza, perché Giaimo si è sentito male, ma anche gli altri hanno accusati dei dolori».
Dalle strumentazione che tutti avete quando vi immergete però è possibile capire cosa sia successo?
«Si, c’è un profilo visualizzare che spiega molte cose»
Quindi i profili sono gli stessi? E’ possibile ipotizzare che sia successa per tutti e tre la stessa cosa?
«Il profilo era simile per tutti e tre, ma ci sono delle indagini in corso e non possiamo dire quello che noi pensiamo o ipotizziamo. Però vorrei che venisse fatta chiarezza sul fatto che non era un’immersione estrema, io non ho avuto bisogno della camera iperbarica, sono stato portato in ospedale perché, qualcuno ha detto che ero un istruttore che portava persone a fare profontià massima, ma non è vero, eravamo tutti brevettati, non c’era nessun corso in ballo, nessuno doveva predere alcun brevetto. Eravamo tutti lì per fare un’immersione ricreativa a seconda dei propri limiti».
Quindi cosa può essere successo a tre persone contemporaneamente? E’ possibile ipotizzare un malfunzionamento delle bombole?
«Non c’era nessuna miscela particolare nelle bombole, era solo aria offerta dal diving».
Nel caso di immersioni ad alte profondità serve una miscela particolare..
«Non era in questo caso, erano immersioni tranquillamente fattibili anche in aria».
Lei esclude che i suoi compagni si siano spinti troppo in profondità, e siano rimasti vittime della cosiddetta narcosi da azoto?
«No assolutamente lo escludo categoricamente. Spero solo che riusciremo a vederci chiaro il prima possibile per capire cosa è successo davvero la sotto. Però ci tengo a dire che la subacquea non è pericolosa».
Accertamenti Intanto, in giornata verranno disposti i necessari accertamenti su tutta l’attrezzatura sequestrata. La Guardia costiera di Grosseto, su disposizione della procura ha sequestrato anche la barca e il compressore con cui sono state caricate le bombole. Le autopsie sono state fissate per mercoledì mattina all’ospedale di Grosseto. Gli esami autoptici, e quelli su tutta l’attrezzatura, compresi i computerini che tutti i sub portano al loro polso, saranno dirimenti per capire cosa è successo là sotto.

Salve mi chiamo Marco scuto è sono un dive master, è da quanto ho capito dalla ricostruzione si tratta di monossido di carbonio. …i sintomi sono sonnolenza e dopo lo svenimento e avvelenamento del sangue…..dagli studi effettuati sono giunto a questa affermazione
In effetti che fosse monossido è stato riscontrato dai successivi accertamenti disposti dalla procura di Grosseto, come può leggere qui: http://umbria24-newspack.newspackstaging.com/sub-morti-nelle-bombole-monossido-di-carbonio-fino-a-dieci-volte-piu-del-consentito/310344.html
Perché c’era tanto monossido nelle bombole?