Se al tribunale civile di Napoli serve un fascicolo, si deve fare richiesta di farlo arrivare dall’Umbria. Lo mostra la trasmissione Report, che porta alla luce un caso davvero incredibile.
Napoli-Foligno Tutto – viene spiegato – è nato dalla necessità di riunire i fascicoli che, fino a qualche anno fa, erano distribuiti in dieci luoghi di Napoli con un costo di un milione di euro l’anno. Allora l’appalto è stato dato a Italia Logistica, del gruppo Poste Italiane, che ha dislocato l’archivio nel suo deposito. Piccolo particolare: non si trova in Campania, ma a Scanzano di Foligno, in provincia di Perugia. Quindi, ogni volta che serve un fascicolo, si deve fare richiesta e aspettare il corriere, che compie il tragitto Scanzano-Napoli e riporta poi gli incartamenti in Umbria. Il servizio costa al ministero della Giustizia 150 mila euro l’anno, che vengono pagati ad Italia logistica. «Possibile che non si trovino 4 mila metri quadri a Napoli?», si chiede Milena Gabanelli. Ma in Italia siamo ormai abituati a non stupirci più di nulla.

BUEMI, Fausto Guilherme LONGO – Al Ministro della giustizia – Premesso che:
l’ultima volta che atti delle Corti di giustizia napoletane furono trasferiti fuori della città fu durante la seconda guerra mondiale, con l’esito infausto rappresentato dalla rappresaglia nazista che il 30 settembre 1943 mandò in cenere tutta la cancelleria angioina, stoccata nel deposito di San Paolo Belsito presso Nola (Napoli);
nella trasmissione “Report” della RAI del 2 novembre 2014 si è data notizia del fatto che i fascicoli degli uffici giudiziari napoletani anteriori al 2009 sono conservati in affitto in un deposito di “Italia logistica”, la società di Poste italiane, situato a Scanzano, in provincia di Perugia. Nessuno dei soggetti responsabili dell’amministrazione pubblica interessata ha addotto ragioni di sicurezza, limitandosi a dichiarare che l’amministrazione della giustizia non è riuscita a trovare, in una città come Napoli, uno spazio idoneo per conservarli, grande circa 4.000 metri quadrati;
l’indicizzazione di un ammontare così rilevante di carta poteva, con minima spesa e con minimo impiego delle capacità previsionali che dovrebbero essere proprie di una buona amministrazione, accompagnarsi ad una procedura di scansione del contenuto dei medesimi fascicoli, in modo da rendere agevole la trasmissione per posta elettronica certificata (o, meglio ancora, lo storage in pochi CD da lasciare a Napoli) del loro contenuto, quando richiesto,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione;
chi abbia assunto la decisione di indicizzare, senza scansione elettronica, la documentazione giudiziaria e secondo quale procedura di scelta del contraente, auspicabilmente ad evidenza pubblica;
quale costo per l’erario comporti la decisione di tenere i fascicoli in una località esterna al circondario giudiziario napoletano, con viaggi avanti e indietro per quasi 600 chilometri e quali siano le ragioni di convenienza che giustificano il disagio operativo derivante dall’allocazione a notevole distanza dalla sede giudiziaria propria dei fascicoli processuali;
se sia possibile individuare una media dei ritardi nei procedimenti giudiziari che questa decisione comporta per gli utenti del servizio giustizia di Napoli;
quali misure intenda adottare, nell’ambito delle proprie competenze, per trovare una diversa e più agevole collocazione all’importante ed utile documentazione giudiziaria.
(4-02934)