di Chia.Fa.
Lo hanno aspettato insieme alla sua presunta vittima e sono scattate le manette. Alle 12 di venerdì i carabinieri di Gualdo Tadino hanno arrestato un 44enne gualdese per il reato di estorsione. L’uomo, nei giorni scorsi, ha avvicinato un imprenditore impegnato nel ritombamento di una cava a San Facondino (Gualdo Tadino), presentandosi come un attivista del comitato «No cave».
Il piano criminale All’imprenditore l’uomo avrebbe chiesto 40 mila euro in cambio del silenzio del comitato che, diversamente, avrebbe inviato una raffica di esposti all’Arpa e al corpo Forestale, oltre a una serie di ritorsioni legali ai danni dell’impresa. Al primo incontro hanno fatto seguito continue telefonate minatorie con cui l’uomo, che sosteneva di agire per conte di altri nove componenti del comitato, chiamata dopo chiamata è riuscito a convincere l’imprenditore.
Pagamento a rate L’estorsore ha, poi, acconsentito alle richieste della sua vittima che, a causa di una carenza di liquidità, aveva richiesto la possibilità di rateizzare il pagamento, fissando per le 11 di venerdì mattina al centro commerciale Porta Nova l’appuntamento per riscuotere la prima tranche.
La denuncia e l’arresto Nei giorni che hanno preceduto lo scambio di denaro, però, l’imprenditore si è convinto a denunciare tutto ai carabinieri di Gualdo Tadino che, inutile dirlo, si sono appostati in borghese e hanno assistito alla consegna della busta contenente i 500 euro. Il 44enne, P.M. le sue iniziali, è stato immediatamente fermato e arrestato con l’accusa di estorsione. Successive indagine condotte dai militari hanno permesso di accertare il coinvolgimento di un altro gualdese, G.R. le sue iniziali,complice dell’arrestato seppur non presente nel parcheggio del centro commerciale al momento della consegna del denaro.
