Gruppo Casti verso il fallimento, si salvano solo Ims e Isotta Fraschini. Non sono notizie positive quelle rimbalzate ieri da Varese dove la Fim-Cisl ha reso nota la revoca dell’amministrazione straordinaria (legge Marzano) su 11 aziende del gruppo per quasi 600 lavoratori coinvolti.
TUTTO SU CRISI EX POZZI
Revoca procedura Marzano Nel Nord Italia, insomma, la crisi scattata all’indomani dell’arresto di patron Gianfranco Castiglioni precipita, anche se i sindacati hanno annunciato la volontà di impugnare la decisione emessa dal tribunale lombardo nel tentativo di riattivare la procedura concorsuale e scongiurare l’epilogo peggiore per le aziende produttive del gruppo, il fallimento per l’appunto.
Salve Spoleto e Dongo Per il momento le aziende del polo metallurgico di Spoleto, più lo stabilimento alluminio di Dongo (Como), sembrano aver dribblato la burrasca, grazie all’attivazione di un altro tipo di amministrazione straordinaria, quella prevista dalla legge Prodi bis. Ma ovviamente il Gruppo è pesante e l’attenzione resta comunque alta. Nei giorni seguiti al terremoto giudiziario, che ha travolto anche il management del gruppo Casti, sia Isotta Fraschini che Ims si sono avviate su indicazione del tribunale di Spoleto verso percorso differente da quello imboccato dall’intero gruppo.
Spiragli ripresa produttiva anche per Ims Tanto che se in Lombardia l’allarme è massimo, a Santo Chiodo da una settimana abbondante 64 operai dell’alluminio sono stati richiamati nei rispettivi reparti per produrre le commesse Fiat inevase negli ultimi due mesi, mentre un briciolo di ottimismo filtra anche intorno alla ripresa delle attività di Ims (ghisa). Stando a quanto risulta, i commissari giudiziali Claudio Franceschini, Simone Manfredi e Marco Sogaro hanno consegnato al ministero dello sviluppo economico non avrebbero ancora depositato la relazione sull’ammissibilità delle due aziende spoletine, più quella di Dongo, alla procedura di amministrazione straordinaria Prodi-bis.
