©️Fabrizio Troccoli

Il giudice Elena Mastrangeli ha convalidato l’arresto dei due uomini fermati dalla polizia dopo una truffa del carabiniere messa a segno in strada Eugubina, a Perugia, ai danni di una coppia. Il pubblico ministero aveva chiesto il carcere ma il magistrato durante il processo per direttissima ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari a Castellammare di Stabia. Uno dei difensori, l’avvocato Andrea Bellachioma, valuta per il suo assistito riti alternativi o il patteggiamento.

L’udienza I due imputati, originari della Campania, sono stati arrestati mercoledì e portati davanti al Tribunale di Perugia per la convalida e il giudizio direttissimo. La Procura contesta il reato di truffa aggravata in concorso. Secondo l’accusa avrebbero messo in atto una macchinazione ai danni di una coppia residente in strada Eugubina, fingendo l’intervento delle forze dell’ordine e riuscendo a farsi consegnare gioielli per un valore stimato in circa 10 mila euro.

La truffa Stando agli atti della Procura di Perugia una telefonata sull’utenza fissa di casa avrebbe dato avvio al raggiro. Un uomo si sarebbe presentato come appartenente alla Guardia di finanza e avrebbe riferito al marito che la targa della sua auto era stata clonata. All’uomo sarebbe stato chiesto di recarsi con urgenza alla caserma della Guardia di finanza di Perugia, in via Palermo, per alcuni accertamenti. Subito dopo, l’uomo sarebbe stato tenuto al telefono sul cellulare mentre usciva di casa.

La donna Rimasta sola nell’abitazione, la moglie avrebbe ricevuto una seconda telefonata. La stessa voce le avrebbe detto che l’auto del marito, con la targa clonata, sarebbe stata usata per una rapina in gioielleria. La donna, indotta in errore, sarebbe stata invitata a descrivere tutti gli oggetti di valore presenti in casa e a raccoglierli. Poco dopo si sarebbe presentato alla porta un uomo che, fingendo di dover fotografare i monili per verificarne la corrispondenza con quelli oggetto della presunta rapina, li avrebbe presi per poi fuggire.

La fuga Secondo la ricostruzione contenuta negli atti della Procura l’uomo sarebbe uscito di corsa dall’abitazione mentre la vittima chiedeva aiuto. Durante la fuga avrebbe perso uno smartphone e alcuni monili. Sarebbe poi salito su un’auto bianca, parcheggiata lungo la strada con il motore acceso, che si è allontanata verso Ponte Felcino. Alcuni vicini avrebbero visto la scena e uno di loro avrebbe annotato la targa del veicolo. Un altro automobilista, dopo avere notato l’auto in fuga, l’avrebbe seguita per un tratto e avrebbe fornito indicazioni al numero di emergenza 112.

Il fermo Le volanti della polizia hanno intercettato l’auto lungo la E45, nell’area di servizio all’altezza del chilometro 76, carreggiata sud. A bordo c’erano i due uomini poi arrestati. Durante i controlli – secondo gli atti – uno dei due avrebbe consegnato diversi gioielli in oro che teneva nella tasca dei pantaloni. Nell’auto sarebbe stata trovata anche una fede nuziale in oro, poggiata sul sedile anteriore lato passeggero. I monili sono stati riconosciuti dalle vittime e restituiti.

Gli elementi La Procura indica tra gli elementi a carico dei due imputati la querela delle persone offese, il riconoscimento fotografico di uno degli arrestati da parte della vittima, le dichiarazioni dei testimoni e il ritrovamento dei gioielli. Negli atti viene evidenziata anche la presenza, all’interno dell’auto, di una camicia bianca che sarebbe stata indossata dall’uomo entrato nell’abitazione. Lo smartphone caduto davanti alla casa – secondo gli accertamenti – sarebbe risultato riconducibile allo stesso imputato.

La misura Il pubblico ministero aveva chiesto per entrambi la custodia cautelare in carcere, richiamando la gravità del fatto, il valore dei gioielli sottratti e le modalità ritenute professionali del raggiro. La giudice ha convalidato l’arresto ma ha applicato una misura meno afflittiva, disponendo gli arresti domiciliari a Castellammare di Stabia per entrambi. 

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