Sono in tutto undici gli immobili pubblici inseriti nel primo Piano città degli immobili pubblici di Perugia, sottoscritto dall’Agenzia del Demanio e dal Comune. L’accordo punta a riqualificare e rifunzionalizzare edifici statali e comunali oggi inutilizzati o sottoutilizzati, destinandoli a servizi, residenze, attività culturali e nuovi spazi pubblici, attraverso una strategia condivisa di rigenerazione urbana. La firma è arrivata venerdì nell’ex monastero di Santa Caterina, sede della Soprintendenza archivistica e aibliografica dell’Umbria, poco dopo il sopralluogo nel cantiere dell’ex carcere femminile, primo intervento del Piano e tassello del progetto della futura Cittadella giudiziaria.
L’accordo Il Piano città individua un primo portafoglio di undici beni, quattro di proprietà dello Stato e sette del Comune, che potrà essere ampliato con ulteriori immobili. L’obiettivo è recuperare edifici di valore storico e strategico per renderli funzionali ai bisogni della città, limitando il consumo di nuovo suolo e puntando su sostenibilità ambientale, efficienza energetica, accessibilità e rafforzamento dei servizi. Tra gli immobili statali ci sono il palazzo degli uffici finanziari di Fontivegge, destinato a diventare un polo amministrativo con interventi di efficientamento energetico, gli ex uffici dei Monopoli di Stato e il complesso delle ex carceri. Sul fronte comunale sono interessati l’area del terminal bus di Piazza Partigiani, la Rocca Paolina, Palazzo Rossi Scotti, l’ex Conservatorio di via Fratti, le ex scuole dell’infanzia Magnolia e di via Quieta e l’unità commerciale di via Oberdan.
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I progetti Per il centro storico il Piano prevede nuove funzioni residenziali a carattere sociale per Palazzo Rossi Scotti e per l’ex Conservatorio. L’ex scuola Magnolia sarà riconvertita a destinazione turistico-ricettiva, mentre l’ex scuola di via Quieta ospiterà attività sociali e culturali con il coinvolgimento del Terzo settore. Piazza Partigiani sarà sviluppata come nodo strategico di interscambio e porta di accesso al centro storico, mentre la Rocca Paolina sarà interessata da interventi per migliorarne accessibilità e fruizione culturale.
Cosa prevede L’intesa nasce nell’ambito del modello «Piano città degli immobili pubblici», promosso dal Demanio per coordinare la valorizzazione del patrimonio immobiliare statale e comunale. Il progetto mette insieme esigenze urbanistiche, sociali ed economiche e si fonda su principi come rigenerazione urbana, neutralità climatica, mobilità sostenibile, inclusione e tutela del patrimonio storico. L’accordo ha una durata di tre anni, rinnovabile, e non comporta costi diretti per il Comune. Le attività saranno svolte con le risorse già disponibili e saranno coordinate da un Tavolo tecnico paritetico, incaricato di monitorare l’avanzamento degli interventi, individuare le destinazioni d’uso più idonee e misurare gli effetti economici, sociali e ambientali del Piano.
Dal Verme L’Agenzia del Demanio metterà inoltre a disposizione la propria struttura per la progettazione per il supporto tecnico e specialistico, mentre il Comune collaborerà nella raccolta dei dati, nelle procedure urbanistiche necessarie e nell’individuazione di ulteriori immobili da inserire nel programma. «Il Piano – ha detto Alessandra dal Verme, direttrice dell’Agenzia – è lo strumento col quale il patrimonio immobiliare pubblico si mette al servizio dei fabbisogni della città, della sua vocazione, in un’ottica di futuro» e di scelte fatte con i territori.
Ferdinandi Per la sindaca Vittoria Ferdinandi «con la firma di questo protocollo, che rappresenta un passaggio strategico e istituzionale fondamentale, si apre una nuova stagione di valorizzazione del patrimonio pubblico, riconoscendolo come una risorsa strategica per il futuro di Perugia». Secondo la prima cittadina, l’obiettivo è costruire «una città che sappia coniugare identità e innovazione, valorizzando il proprio patrimonio all’interno di una visione condivisa di crescita e benessere. Il supporto del Demanio ci permetterà di essere molto più incisivi».
