di Michelangelo Zerbetto
L’ondata di proteste che da settimane attraversa l’Europa contro il progetto immobiliare in Albania arriva anche in Umbria. Sabato 27 giugno, a Bastia Umbra in piazza Toppetti, dalle ore 18.30 alle 21, si terrà una manifestazione pacifica in nome del rispetto della popolazione albanese e dell’ambiente, unendosi così alle centinaia di iniziative analoghe che si stanno moltiplicando in tutto il continente.
La protesta “L’Albania non è in vendita”: il nome dell’evento fa riferimento a quanto sta accadendo sull’isola disabitata di Sazan e nell’area protetta di Vjosa-Narta. Con il sostegno del governo di Tirana, la società d’investimento guidata da Jared Kushner, genero di Donald Trump, ha avviato un progetto da circa 4 miliardi di euro in una zona protetta ed estremamente sensibile.
Questa fascia costiera albanese rappresenta un corridoio fondamentale per le rotte migratorie di oltre 200 specie di uccelli, di cui più di 70 minacciate. Le acque circostanti sono inoltre uno degli ultimi rifugi della foca monaca nel Mediterraneo, uno dei mammiferi più a rischio al mondo, nonché tra le principali aree di nidificazione per le tartarughe marine. Secondo ricercatori e ambientalisti, parte del danno ecologico potrebbe già essere irreversibile: i materiali da costruzione scaricati sulle antiche dune hanno alterato habitat che impiegherebbero secoli per rigenerarsi.
Non solo ambiente A scatenare le proteste, che vanno avanti ormai da settimane, non è solo l’impatto ambientale, ma anche la totale noncuranza per la popolazione locale a favore di interessi privati. Centinaia di persone si sono radunate davanti alle aree recintate con filo spinato, mentre a Tirana migliaia sono scese in piazza. Il governo ha risposto con la forza, continuando a sostenere pubblicamente la prosecuzione dei lavori.
