di Chia.Fa.
Vendeva un gasolio con un punto di infiammabilità risultato al di sotto della soglia di legge e per questo giudicato capace di provocare guasti alle auto e di rappresentare un pericolo per gli automobilisti.
C’è un imprenditore umbro, titolare di un deposito di carburante in provincia di Terni, al centro dell’indagine nata in Toscana e poi passata per competenza alla Procura della città dell’acciaio, che ha iscritto il commerciante nel registro degli indagini con l’ipotesi di frode in commercio.
L’inchiesta è nata durante una serie di controlli congiunti compiuti in cinque aree di rifornimento carburante della provincia di Siena dagli uomini della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. In due dei distributori controllati è stato trovato gasoli non conforme ai parametri del flash point, che è appunto il punto di infiammabilità.
Da qui gli investigatori hanno percorso a ritroso la filiera della fornitura di quel carburante, giungendo al deposito della provincia di Terni dove sono stati sequestrati, era l’inizio dell’anno, 70 mila litri di gasolio.
I sigilli sono poi stati convalidati dalla Procura di Terni, che ha assunto il coordinamento delle indagini tuttora in fase preliminare, ma intnato sfociate nell’iscrizione nel registro degli indagati per frode del legale rappresentante della ditta cui fa capo il deposito di gasolio.
