Un'auto della polizia stradale
Un'auto della stradale

ORVIETO – Due dei cinque latitanti ricercati per associazione a delinquere finalizzata al furto sui camion in sosta, si sono costituiti. Uno si è presentato direttamente al carcere di Santa Maria Capua Vetere, l’altro invece si è recato in una caserma di Roma. Sono entrambi napoletani, classe 1957 e 1968. Uno dei due era considerato uno dei capi dell’organizzazione che seminava il panico tra gli autotrasportatori in sosta lungo la A1 nella zona tra Terni, Orte e Orvieto. A questo punto all’appello mancano altre tre persone due delle quali all’estero.

L’organizzazione sgominata dalla polizia stradale di Orvieto rubava la merce dai camion in sosta nella zona della bassa Umbria – Alto Lazio dal 2007. Lo faceva di notte. Erano almeno una trentina, molto ben organizzati e “agguerritissimi” come li ha definiti la stessa Polizia.

Maxiblitz Gli arresti sono avvenuti domenica notte con un maxiblitz che ha visto impegnati oltre cento agenti tra Polizia stradale di Orvieto, Terni, Perugia e l’ausilio dei poliziotti dei commissariati di competenza. Diciotto arresti sono stati messi a segno tra Napoli e Arezzo. Altre otto ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state notificate ad altrettante persone negli istituti penitenziari in cui sono reclusi per essere stati arrestati in flagranza di reato per altri furti. Probabilmente avevano intuito che c’era un’indagine a loro carico quindi avevano cambiato il luogo in cui mettere a segno i loro furti. Ma sono stati arrestati.Per tutti loro l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al furto. Molti di loro sono pregiudicati e napoletani.

“Cutters” Con l’operazione denominata “Cutters”, taglierini, per il metodo usato dai malviventi che usavano tagliare il telone posteriore degli autocarri da cui poi sottraevano la merce, la stradale di Orvieto ha sgominato una pericolosa organizzazione criminale, legata, secondo gli inquirenti alla camorra. Nei 13 furti messi a segno dal 2007 nei tratti stradali tra Terni, Orte e Viterbo, la banda ha rubato merce per due milioni di euro. Da seggiolini per bambini, a tessuti, a televisori, a lavatrici, a schede telefoniche. Una volta, in un solo colpo, avevano sottratto schede telefoniche per 600.000 euro.

Si indaga dal 2007 L’indagine coordinata dal pubblico ministero di Viterbo Paola Conti era iniziata nel 2007 in seguito ad alcuni furti avvenuti in alcune aree di sosta, uno in particolare a Civitella D’Agliana, vicino Viterbo. Dopo pedinamenti e controlli, nel dicembre del 2008 la stradale di Orvieto si trovò a dover intervenire durante uno dei loro colpi. Riuscirono ad arrestare solo uno di loro, mentre gli altri fuggirono. La stradale avvertì allora i colleghi di Frosinone che fermarono i malviventi. Ci fu un conflitto a fuoco, e uno di loro, Marco De Prisco, considerato il numero uno nella lista delle persone da arrestare per questa operazione morì.

Il modus operandi Gli inquirenti hanno spiegato che il gruppo sondava il valore della merce trasportata dai camion che prendeva di mira prima di eseguire il furto: si avvicinavano all’autocarro con un altro veicolo industriale per non destare sospetti, se decidevano che il gioco valeva la candela, tagliavano il telone nella parte posteriore, per non svegliare il conducente che dormiva nella cuccetta, e caricavano la merce sul loro camion.

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