Uno dei componenti della banda (Foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Sono cinque le persone fermate, tutte nomadi, dalla compagnia dei carabinieri di Città di Castello con l’accusa di aver effettuato 15 furti in ville della provincia di Perugia. Altre due sono state fermate nei giorni scorsi per ricettazione. Il loro fermo è già stato convalidato dal gip.

Il blitz I carabinieri hanno fatto scattare nella notte il blitz con cui, dopo mesi di indagini serrate, i militari del nucleo radiomobile della compagnia tifernato, hanno eseguito cinque ordinanze di fermo emesse dalla procura della Repubblica di Perugia nei confronti di soggetti specializzati in furti in ville isolate. Si tratta di nomadi tutti pluripregiudicati con precedenti specifici, in età compresa tra i 25 e i 40 anni, che i militari hanno preso tra Perugia, Foligno e Reggio Emilia. I due ricettatori sono, invece, italiani pluripregiudicati di origini laziali e sono stati fermati nei giorni scorsi.

I furti Secondo gli investigatori, le indagini avviate nel gennaio del 2010 dopo un furto  hanno consentito di individuare e fermare la banda autrice di almeno 15 colpi tra Città di Castello, San Giustino, Foligno, Collazzone, Gualdo Tadino e altre località della provincia di Perugia. Nell’immediatezza del primo furto, i militari avevano iniziato a tenere sotto controllo alcuni pregiudicati. Ma a metterli definitivamente sulla giusta strada era stato un cittadino che aveva preso il numero di targa di un’auto sospetta che si allontanava dalla sua villa.

Aprivano ogni cassaforte La banda di cinque uomini agiva in maniera chirurgica: sono sempre entrati in azione di pomeriggio, approfittando dell’assenza dei proprietari delle ville. Hanno sempre aperto e svaligiato ogni tipo di cassaforte. Per ora gli vengono contestati 15 episodi, ma, come ha sottolineato il capitano della compagnia di Città di Castello, Alfredo Cangiano, le indagini sono solo all’inizio e potrebbero portare alla luce altre cose. I furti dal gennaio dello scorso anno sono stati molti, forse potrebbero essere responsabili anche di altri.

La refurtiva Nei quindici colpi messi a segno, hanno rubato gioielli e denaro. I preziosi venivano poi rivenduti. I ricettatori fermati nel tuderte qualche giorno fa avevano appena acquistato della merce. La refurtiva che gli è stata trovata è stata già restituita ai legittimi proprietari. Altra merce rinvenuta nel blitz effettuato in nottata verrà presto restituita ai legittimi proprietari. I militari non sono stati in grado di quantificare il bottino totale dei furti, i contanti sono spariti e tra i gioielli ci sono anche pezzi antichi, ma si parla di migliaia di euro.

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