Carabinieri in azione (Foto Archivio F.Troccoli)

Usavano la fiamma ossidrica per aprire entrare in case e negozi e saccheggiarli. Aveva la sua base operativa a Guidonia una banda di rumeni arrestati dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip. Ma erano passati anche dall’Umbria e precisamente dalla provincia di Perugia.

L’indagine A finire in manette sono stati 10 persone, 5 arrestate in flagranza, che vivevano tutte nello stesso palazzo. Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Tivoli, Luigi De Ficchy e dal sostituto Filippo Guerra, hanno chiarito che la collaudata organizzazione, seppure rudimentale, era dedita alla continua commissione di furti in appartamenti, ville o esercizi commerciali, anche di notte e in presenza dei proprietari. Gran parte del loro tempo lo dedicavano ai sopralluoghi. Lunghi e minuziosi. A bordo di potenti auto, vagavano in lungo e largo alla ricerca del bersaglio buono da colpire. Una volta scelto l’obiettivo, operavano in gruppo con ruoli distinti: c’era chi faceva da palo, avvisando dell’arrivo di potenziali fattori di disturbo quali forze dell’ordine e vicini. Altri erano incaricati del trasporto delle bombole di gas acetilene e altri incaricati di utilizzarle. Nessuna porta, finestra o balcone, sebbene con inferriate poteva resistere alle loro potenti fiamme ossidriche che utilizzavano anche per aprire le più sofisticate casseforti. Con molta disinvoltura entravano poi nelle case dove per non lasciare impronte utilizzavano delle calze come guanti, portando via gioielli e denaro contante o nei bar portando via le casse o le gettoniere dei video giochi. La banda aveva inoltre un’efficiente capacità di alienare i beni rubati, trasformandoli in denaro che si presume trasferissero in Romania. 

Colpi nel tifernate All’indagine, un grosso aiuto è stati fornito dai carabinieri di Ponte Pattoli. Infatti, in seguito a una serie di furti avvenuti in zona, era stata intrapresa un’attività di acquisizione di informazioni che aveva permesso di individuare una autovettura in uso ad uno dei rumeni arrestati. Da quella autovettura i carabinieri di Perugia erano arrivati all’identificazione di una serie di soggetti, provenienti da Tivoli appunto, che spesso effettuavano delle uscite nella zona dell’alto Tevere per effettuare furti in abitazioni.

Arrestati a Perugia L’ attività informativa, sovrapponendosi con quella di Tivoli già in atto, d’accordo con la procura di Perugia venne passata per competenza all’Arma di Tivoli. La compagnia di Perugia  invece continuò a seguire alcuni soggetti che operavano stabilmente e vivevano nel perugino che comunque avevano dei contatti con il gruppo di Tivoli, che vennero arrestati nello scorso febbraio dopo aver rubato e macellato due suini.

Vendevano ai Compro oro L’attività d’indagine di Tivoli trae origine dal monitoraggio e controllo, da parte dei carabinieri della Compagnia di Tivoli, degli esercizi ‘Compro Oro’ presenti nel territorio tiburtino. Osservando i movimenti di una ragazza, risultata poi  la donna di uno dei componenti dell’organizzazione, che con una certa frequenza si recava a vendere oggetti in oro, sono partiti pedinamenti e attività più complesse che hanno portato i Carabinieri a fermare i primi 5 in flagranza mentre stavano portando via delle slot machines da un bar. Sono seguite le altre indagini che hanno consentito di raccogliere elementi utili per risalire al principale elemento del gruppo, un cittadino romeno di 35 chiamato Nelu, e agli altri componenti. Tra gli arrestati ci sono anche parenti tra loro.

L’ausilio di indagini tecniche e la collaborazione anche di Comandi Carabinieri di altre regioni hanno consentito di dimostrare la spiccata capacità degli indagati a delinquere e la facilità con la quale si spostavano in varie province italiane. Del loro passaggio, vi sono infatti tracce in provincia di Roma, Rieti, latina, Perugia e Arezzo. In esecuzione dei decreti disposti dall’Autorità Giudiziaria sono state svolte diverse perquisizioni domiciliari nel corso delle quali sono stati rinvenuti numerosi orologi di valore, oggetti in oro e denaro contante, provento delle azioni criminose della banda. Attualmente sono ancora in corso accertamenti da parte dei militari dell’Arma per risalire ai proprietari degli oggetti recuperati. Gli arrestati sono ora detenuti presso la casa circondariale di Roma Rebibbia.