di Chiara Fabrizi
Si è chiusa con una fumata nera l’assemblea dei 22 sindaci convocata lunedì mattina per eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione (Cda) della multiservizi. Di scena, va subito detto, è tornato lo scontro tra Spoleto-Foligno, con la città del Festival che chiede la conferma di Giorgio Dionisi, presidente dall’aprile scorso, e la città della Quintana che, invece, insiste con l’ex sindaco Maurizio Salari.
Il braccio di ferro tra i due maggiori soci Vus, insomma, proseguirà per le prossime ore, almeno fino a mercoledì mattina quando l’assemblea tornerà ad aggiornarsi per votare il presidente e pure i due consiglieri, senza deleghe né compensi, da fare accomodare nel Cda. Nell’attesa il sindaco di Spoleto, Daniele Benedetti, e quello di Foligno, Nando Mismetti, hanno programmato un nuovo incontro, probabilmente per martedì pomeriggio, durante il quale cercheranno, per forza di cosa, di tirare le fila della partita. Diversamente, come si precisa da più, sarà il voto con peso pro quota dei Comuni soci a individuare il nuovo presidente. E in questo caso, con Foligno che da sola ha in mano il 48% di Vus, la partita per Spoleto sarebbe complicata.
Mismetti, seppur con tani pacati non ha alcuna intenzione di fare alcun passo indietro: «Ci sono posizioni diverse – spiega a Umbria24 – ma sono convinto che se in Vus c’è qualcuno che può reclamare qualcosa quel qualcuno è proprio Foligno». Sul piatto della bilancia si mette la presidenza di Benedetti all’Ati3 e la presidenza del collegio sindacale, ma soprattutto l’imminente elezione del presidente di VusCom che, tanto per essere chiari, Foligno lascerebbe a Spoleto. «Credo che in questo quadro – chiosa Mismetti – ci sarebbe un giusto equilibrio tra i territori».
Non la pensano così da Spoleto con il sindaco Daniele Benedetti che lunedì mattina ha calcato la mano sugli 11 anni di guida folignate. «Alla presidenza Vus – spiega a Umbria 24 il sindaco della città del Festival – è stata nelle mani di Foligno, fatta eccezione per gli ultimi cinque mesi di Giorgio Dionisi non certo sufficienti per parlare di alternanza, senza contare che in questa fase Vus avrebbe bisogno di continuità».
I due consiglieri Ma non è solo il tema della presidenza a tenere in tensione i due soci più forti e i Comuni più piccoli. A creare qualche problemino sono anche i due incarichi di consigliere, da quest’anno senza delega e compensi, da affidare a due dipendenti in organico ai 22 Enti locali. A quanto pare la scelta è limitata ai due soli dipendenti pubblici che si sono fatti avanti, peraltro non è chiaro se formalmente, uno in forze al Comune di Trevi e l’altro alla guida di una delle aree delle Comune di Foligno. «Individuare – afferma Mismetti – due soggetti idonei al ruolo e disposti a sedersi senza onori (compensi, ndr) nel Cda di un spa con 400 dipendenti, con tutte le responsabilità che comporta, non è cosa semplice».

