A far scattare le indagini anti prostituzione nel night di Fossato di Vico Bocca di Rosa sono state le mogli di alcuni clienti ‘troppo affezionati’ alle prestazioni delle ragazze del locale, che hanno dilapidato bilanci familiari per qualche ora di sesso. Sono state loro a rivolgersi ai carabinieri, che a quel punto hanno indagato per verificare se vi fosse sfruttamento della prostituzione.
I controlli E al termine dell’indagine durata alcuni mesi, i carabinieri della compagnia di Gubbio, guidati dal tenente Pier Giuseppe Zago, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per il titolare del locale, grazie alle risultanze dei numerosi controlli ed accertamenti fatti dai carabinieri per identificare i clienti e le ballerine: per verificare quanto queste presenze fossero costanti nel tempo e per capire come di fatto avvenivano gli incontri.
Denaro per sesso I militari hanno appurato che i clienti desiderosi di avere incontri a sfondo sessuale potevano contare sulla disponibilità di molte delle ragazze presenti nel locale, che offrivano le proprie prestazioni sia nel priveè che al di fuori del locale, accordandosi di volta in volta.Le cifre pagate al gestore del locale per 20 minuti di consumazione, fino a 120 euro per una bottiglia di spumante e per un’ora di compagnia. C’era anche chi preferiva portarle fuori a cena, pagando l’assenza dal locale anche 350 euro a serata. A tutto questo vanno aggiunti regali di varia natura e compensi in denaro alle ragazze.
Il ruolo del gestore Il titolare del locale, con la complicità di camerieri e buttafuori compiacenti, riusciva a gestire il giro eludendo i controlli delle forze di polizia che nel corso del tempo hanno interessato quel night. Fatta chiarezza sulle modalità degli incontri, interrogando i vari clienti e le ballerine -per la maggior parte dell’Est Europa – i carabinieri hanno appurato che il titolare reggeva le fila di tutta l’organizzazione incoraggiando le dipendenti ad essere disponibili con i clienti più esigenti, talvolta esercitando su di loro pressioni psicologiche e minacce di licenziamento e contemporaneamente indirizzando le scelte dei clienti sulle ragazze più accondiscendenti.
In manette E’ per questo che L.M., gualdese, 37 anni, coniugato, è stato arrestato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Nei guai anche altre cinque persone implicate a vario titolo nella vicenda, tra loro buttafuori camerieri e comunque persone che gravitavano nell’ambiente. Il controllo è stato effettuato nel fine settimana e oltre all’esecuzione dell’ordinanza, al titolare è stata fatta una multa da dieci mila euro. All’interno del locale sono state trovate oltre 15 ballerine e altrettanti clienti, alcuni dei quali abitudinari e frequentatori accaniti: infatti alcuni di questi si erano affezionati a tal punto alla ‘propria’ ragazza che pagavano al gestore le consumazioni pur non essendo fisicamente presenti. Il locale è stato sequestrato e le indagini continuano.
