La stazione di Fontivegge

Almeno cinque episodi di resistenza a pubblico ufficiale, spaccio di droga e lunghe detenzioni a Capanne. Un ‘curriculum’ che lo ha fatto conoscere specialmente in quell’area di Fontivegge che va da via del Macello a via Gallenga, territorio in cui ha operato fin dal 2009, anno in cui era arrivato in Italia sbarcando a Lampedusa. Più volte condannato per stupefacenti (ogni volta che agenti o carabinieri lo hanno pizzicato è fuggito o ha alzato le mani contro di loro) il 30enne tunisino nelle scorse ore è stato rimpatriato con la forza a Tunisi, città nella quale è stato scortato dagli agenti dell’Ufficio immigrazione della questura di Perugia. Un’espulsione fino a ora impossibile dato che non era stata chiarita con certezza quale fosse la sua reale identità. Nelle scorse ore i poliziotti sono riusciti a dargli un nome e quindi a pianificare le operazioni volte al rimpatrio. Gli agenti della mobile lo hanno catturato e quelli dell’Ufficio immigrazione lo hanno scortato prima a Roma e poi, a bordo dell’aereo, fino a Tunisi, essendosi lo straniero opposto in ogni modo al suo ritorno in patria.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.