Il pellet sequestrato

Quarantasei tonnellate di pellet non a norma sono state sequestrate dagli agenti del commissariato di Foligno diretti da Bruno Antonini al termine di un’indagine portata avanti da polizia e Arpa. Nell’ambito della stessa operazione un imprenditore di origine meridionale è stato denunciato per truffa, frode commerciale e violazione della legge sull’ambiente.

Sequestri   Le 46 tonnellate di pellet, la biomassa utilizzata come materiale da riscaldamento, sono state sequestrate tra Umbria e Marche: per la precisione, 45 tonnellate nelle Marche e una in Umbria, nei locali di una ditta folignate. L’indagine è iniziata  dopo che un commerciante aveva segnalato che una partita di pellet  di cui era venuto in possesso, bruciava male, emanando cattivo odore.

LE FOTO DEL MATERIALE SEQUESTRATO

Le analisi  L’uomo ha quindi fatto analizzare la sostanza presso un laboratorio accreditato e le analisi hanno dimostrato la presenza di sostanze quali piombo, rame e residui di cenere e formaldeide, normalmente non in presenza.  La polizia, che sta indagando sulla provenienza della partita di pellet  tiene comunque a sottolineare che se la sostanza non viene bruciata, non produce alcun effetto.

La ditta in Est Europa  Il commerciante aveva ricevuto il pellet al posto di alcuni soldi che gli doveva un imprenditore meridionale che commercia in questi prodotti. La ditta produttrice  invece si troverebbe in Europa dell’Est.