di Chia.Fa.
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Avrebbero dovuto eleggere il presidente del consiglio comunale e invece hanno abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale. Fatica e serve assist alle opposizioni, la maggioranza del sindaco Nando Mismetti che giovedì ha contestato proceduralmente e politicamente la convocazione del vice presidente vicario Francesco Maria Mancia (Pdl).
Maggioranza fuori dall’aula Da qui all’uscita dall’aula il passo è stato breve e l’appuntamento con la terza seduta del consiglio utile all’elezione del presidente è stata già fissata per il prossimo 8 gennaio, tra le proteste delle opposizioni che hanno parlato di «crisi di identità della maggioranza» e di un Pd «incapace di formulare una proposta condivisa». Ma non è solo questo.
Paralisi del consiglio Stefania Filipponi (Impegno civile), spiega: «Stiamo rimandando di settimana in settimana la discussione di molte pratiche, alcune delle quali da approvare con estrema urgenza, come ad esempio il regolamento che disciplina i controlli interni dell’Ente da licenziare, per legge, entro l’11 gennaio». Il rischio, insomma, è quello di paralizzare l’attività del consiglio, come già capitato nel 2009 quando per l’elezione di Sergio Gentili, fresco di dimissioni, si resero necessarie 11 votazioni. Un vero e proprio incubo.
Il Pd guarda Angeli, ma spunta Savina Ufficialmente dal quartiere generale del Pd, a cui spetta la scelta di partorire un nome, continuano a sostenere che un candidato condiviso c’è «nonostante la maratona delle primarie e le festività». L’indice del partito sarebbe puntato su Graziano Angeli, renziano doc e consigliere più votato alle ultime amministrative. Ma più di un mal di pancia avrebbe, dopo diversi confronti, acceso i riflettori su Omero Savina, che nelle prime tre votazioni aveva raccolto fino a sette voti. E le turbolenze post-primarie, in questo quadro, potrebbero rallentare la chirurgica opera di mediazione o, peggio, aprire la strada a un nuovo strappo tra i democratici della città della Quintana. L’appuntamento è per l’8 gennaio.

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