L'uomo è stato soccorso dai sanitari del 118

di Dan.Bo.

Dopo l’incidente che giovedì, alle porte di Perugia, è costato la vita ad un operaio di 38 anni, altro grave infortunio sul lavoro, questa volta a Foligno. In un cantiere edile di Sterpete infatti, nella tarda mattinata di venerdì, un operaio di 37 anni si è tagliato alcune dita della mano destra mentre, secondo quanto raccontato dagli altri colleghi, lavorava alla realizzazione di un pavimento. L’uomo, X.P.A., residente a Perugia, è stato subito soccorso dai sanitari del 118 e, arrivato in ospedale a Foligno, i medici sono stati costretti ad amputargli quattro dita della mano.

Il cordoglio della Cisl Due infortuni dopo i quali la Cisl e le categorie di appartenenza «esprimono il loro cordoglio». «La Cisl – è detto ancora nella nota del sindacato -, già da ora, sollecita l’aumento dell’attenzione da parte di tutti i soggetti preposti a garantire le misure di prevenzione in salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e chiede loro di fare fino in fondo il proprio dovere, a partire dai datori di lavoro. In un momento di crisi, come quello che stiamo attraversando, non bisogna abbassare la guardia rispetto alla sicurezza sul lavoro».

Cgil: sgomento e rabbia Dopo la morte bianca di giovedì a Balanzano invece la Cgil parla di «sgomento e rabbia». «Oltre a chiedere che venga fatta piena luce sull’accaduto e sulle responsabilità di questa nuova tragedia – dice Vasco Cajarelli, responsabile del settore salute e sicurezza del sindacato – dobbiamo però denunciare l’attacco che proprio in questi giorni il Governo Monti sta portando alle normative sulla sicurezza sul lavoro. Con il decreto semplificazioni bis, infatti – prosegue Cajarelli – si infligge un nuovo duro colpo al Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro e viene ridotta notevolmente, tra le altre cose, l’efficacia di uno strumento fondamentale come il Durc. Riteniamo, come Cgil, che questo sia del tutto inaccettabile». La Cgil lancia poi un appello alla Regione: «Sappiamo – spiega Cajarelli – che si sta lavorando ad una normativa regionale sulle cadute dall’alto, che si confermano tra le cause più frequenti di morte in Umbria. Come Cgil, chiediamo che si possa prevedere nella legge che tutti i lavoratori che operano sopra una certa altezza abbiano l’obbligo di imbracatura. Sarebbe un elemento semplice ma incisivo per mettere un freno allo stillicidio»

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