di Chia.Fa.
Twitter @chilodice
Tre fumate nere, slitta l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Si è chiusa con un nulla di fatto la seduta della massima assise che avrebbe dovuto fare accomodare sullo scranno più alto un consigliere in quota Pd. I democratici della città della Quintana, insomma, non sono riusciti ad arrivare in aula con una proposta condivisa che, almeno alla terza votazione, la prima a maggioranza assoluta, permettesse di portare a casa il risultato, archiviando il tormento che nel 2009, con 11 votazioni, ha segnato l’elezione del dimissionario Sergio Gentili.
Pd spaccato Ma l’esito non ha di certo turbato il Pd che ha fatto entrare in aula i propri consiglieri con l’ordine di lasciare la scheda bianca. Un’indicazione che il gruppo democratico ha rispettato alla prima votazione, salvo poi, in seconda e terza, spaccarsi esprimendo, nel segreto dell’urna, la preferenza per Omero Savina che ha incassato, rispettivamente, quattro e sette voti. Segno che i mal di pancia interni sono tutt’altro che risolti.
Si punta tutto su Angeli Al quartiere generale del Pd, però, si affrettano a parare i colpi. «Una proposta – dicono i bene informati – c’è ed è condivisa, oggi (martedì, ndr) mancavano alcune limature». Il nome concordato, dopo una settimana di passione, sarebbe quello di Graziano Angeli, consigliere più votato e renziano doc, preferito al capogruppo Giovanni Patriarchi. Ma intanto tre votazioni, due a maggioranza qualificata e una assoluta, sono andate a vuoto.
E le opposizioni, naturalmente, hanno suonato la carica. Il capogruppo del Pdl, Riccardo Meloni, dopo avere fatto convergere su Francesco Maria Mancia i voti dei suoi, ha parlato senza mezzi termini di «maggioranza incapace di esprimere un candidato», mentre Stefania Filipponi (Impegno civile) ha preferito astenersi dalla seconda votazione.

Comments are closed.