di Chia.Fa.
«I dipendenti di Poste Italiane non sono dei ladri». Le parole di Corrado Corradetti, segretario generale di Slc-Cgil, arrivano a dieci giorni di distanza dall’apertura del fascicolo per l’ammanco di 350mila euro nei libretti postali delle utenze di tre uffici postali del Folignate. Ma, soprattutto, le righe scritte tentano di contenere il dilagarsi di una psicosi che, a quanto pare, sta travolgendo i clienti dei servizi postali. «Al bar, per strada o nell’ufficio stesso, diverse lavoratori si sono visti puntare il dito contro, come fossero loro i colpevoli degli ammanchi».
«Gli impiegati di Foligno non sono ladri» In particolare a fare i conti con la preoccupazione dei cittadini sarebbero i dipendenti di Poste Italiane presenti nel territorio del Folignate. Qui l’allarme tra i consumatori sta creando più di una difficoltà non solo all’organico dell’azienda italiana, ma anche all’ordinaria attività dei vari uffici dislocati tra la città e le frazioni limitrofe. «Negli ultimi giorni, a seguito del coinvolgimento della dipendente di Poste Italiane, accusata di appropriazione indebita dei risparmi dei clienti degli uffici di Colfiorito, Casenove, Verchiano, Pale – spiega Corradetti – si stanno verificando, nei confronti di molti lavoratori onesti e corretti dell’azienda, fatti del tutto inaccettabili». Come per l’appunto essere apostrofati come «ladri». «Alcuni clienti – prosegue la nota – chiedono ripetutamente verifiche sui loro conti, perché si è diffusa la voce, che le impiegate e gli impiegati di Foligno siano tutti ladri»
Chiesto intervento di Poste Italiane Per questo motivo è stato richiesto un intervento immediato da parte dell’azienda, chiamata a tutelare tanto i propri dipendenti quanto la propria immagine. «Abbiamo chiesto un urgente intervento di Poste Italiane e – conclude il documento – ci appelliamo anche al sistema dell’informazione locale, per chiedere di distinguere il singolo caso dalla totalità dei lavoratori, la cui onestà, professionalità e correttezza non può essere messa in discussione».
Faccia a faccia tra truffati e Federconsumatori Martedì il segretario regionale dell’associazione, Alessandro Petruzzi, ha incontrato alcuni degli utenti coinvolti negli ammanchi dei libretti postali. Tra loro anche un cassaintegrato di Nocera Umbra, un operaio, una coppia di pensionati e un’anziana di 85 anni. Persone che conservavano i propri risparmi in alcuni dei libretti postali finiti al centro della truffa per cui è indagata la dipendente Pt reggente dei piccoli uffici montani.
Anziana: «Spariti nel nulla 25mila euro» Ad esempio l’anziana residente a Colfiorito custodiva in un libretto postale di deposito 25mila risparmi di una vita modesta e semplice. Quei soldi la donna li avevi conservati per affrontare spese impreviste che non di rado possono mettere in seria difficoltà chi, come lei, percepisce una pensione minima.
Coppia pensionati: «Mai staccato assegno da 30mila euro» E poi c’è anche chi, come la coppia di Verchiano, è stato informato di aver rilasciato un assegno postale da trentamila euro che, però, loro conserverebbero ancora intatto nel libretto custodito in casa, come confermerebbe il confronto tra le cifre identificative. Inutile dire che la somma è già stata incassata.


Cercate di chiacchierare di meno e lavorare di più…