Domenico Metelli, presidente Ente Giostra (foto archivio U24)

«Noi teniamo la situazione sotto controllo nei rioni, ma Comune e forze dell’ordine devono fare di più». È un intervento che tenta di chiamare a raccolta tutta la città di Foligno intorno alla Quintana, quello del presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, all’indomani della «spedizione punitiva» consumatasi nella notte tra venerdì e sabato nel rione La Mora.

Teppisti Qui, intorno alle 2, tre giovani albanesi si sono introdotti nella cucina della taverna. Pizzicati dai contradaioli e invitati a uscire, gli stranieri avrebbero ribaltato panche e tavoli già sistemati dopo la chiusura. Ne è nato un accesa discussione e uno dei tre avrebbe allertato un gruppo di connazionali, ritrovatisi in un appartamento della zona in cui risiede un albanese che risulta sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Esplosi 3 colpi In quindici sarebbe quindi arrivati nella taverna della Mora e in breve gli animi si sono ulteriormente accesi, culminando con l’aggressione ai danni di un consigliere del rione colpito al volto dal pregiudicato albanese. Circa quaranta minuti dopo, un motorino ha fatto capolino alle spalle di piazza della Repubblica e avrebbe esploso alcuni colpi d’arma, si parla di tre.

Indagini in corso Nessuno è rimasto ferito e nelle ore immediatamente successive gli uomini del commissariato hanno proceduto all’identificazione di sei stranieri. Mentre le indagini sono tuttora in corso da parte di polizia e carabinieri, il presidente Metelli interviene per spiegare: «Non possiamo tollerare che un quintanaro venga aggredito, perché – ha affermato – chi tocca la Quintana insulta la città, ma i fatti confermano ancora una volta che la città non è controllata a dovere».

Metelli: «Città non è controllata a dovere» E poi: «Invito il sindaco Mismetti a prendere provvedimenti e chiedo alle forze dell’ordine di intensificare i controlli magari chiedendo rinforzi. Le taverne, voglio ripeterlo, sono luoghi di aggregazione e di sano divertimento. L’Ente ha imposto degli orari di apertura e, soprattutto, controlla capillarmente la somministrazione del vino, insomma nei Rioni riusciamo a tenere la situazione sotto controllo, ma non ce la facciamo e non possiamo fare anche ordine pubblicoSe è vero che la Quintana è la città – ha concluso il presidente – allora lo schiaffo subito venerdì sera non brucia solo alla manifestazione, ma è un’offesa a Foligno».

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