di C.F.
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Un colpo di fucile esploso a qualche metro di distanza con una cartuccia dispersante. Questa la brutale aggressione che un ignoto ha riservato ad Ares, un meticcio di 8 chili, che lunedì mattina era riuscito ad allontanarsi da casa. A trovarlo a Scafali è stata direttamente la proprietaria intorno alle 16.30, dopo ore di ricerche Ares è spuntato vicino un campo, ma al richiamo della padrona non ha reagito e ha collassato.
Colpo di fucile contro un cane Da qui la corsa folle nello studio veterinario di Silvia Tori, dove il cane di 5 anni è arrivato ricoperto di sangue. La dottoressa ha proceduto a stabilizzare Ares e poi ha iniziato a tosarlo per sottoporlo alla lastra. «È stato impressionante – spiega a Umbria24 la veterinaria – avrà avuto più di cento pallini (colpa della cartuccia dispersante, ndr), abbiamo bloccato l’emorragia, temevano una compromissione polmonare che fortunatamente è poi rientrata, quindi è stato eseguito l’intervento e intorno alle 3.30 del mattino Ares stava già meglio e cercava cibo». I controlli sono proseguiti nella mattinata di mercoledì, ma il cagnolino vittima della brutale aggressione sta bene ed è fuori pericolo.
Denuncia e cittadini a caccia del responsabile Sempre in queste ore è stata presentata denuncia contro ignoti ai carabinieri, nel tentativo di dare un nome e un volto all’autore del gesto. La storia di Ares è stata condivisa dalla veterinaria su Facebook, impressionando moltissime persone, alcune delle quali mercoledì mattina si sono presentate al bar di Scafali per raccogliere informazioni. Stando a quanto risulta in diversi avrebbero sentito esplodere un colpo, ma nessuno ha potuto fornire elementi utili a identificare il soggetto. Inizialmente un sospetto i proprietari di Ares lo avevano, ma fatte le dovute verifiche si è appreso che non poteva trattarsi dell’uomo che ha sparato.
L’appello della veterinaria Ma la veterinaria un appello vuole lanciarlo: «In queste ore ho sentito dire tante fesserie, il maltrattamento degli animali è un reato penale (prevede multe fino a 30 mila euro e reclusione fino a 18 mesi, ndr), quindi chiunque assista a brutalità e vessazioni è tenuto a contattare le autorità affinché gli autori di questi gesti vengano puniti come previsto dalla legge»
