Il tratto di Flaminia interessato (foto Archivio U24)

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

Flaminia riaperta dopo 41 giorni, ma mancano i sensori. Serpeggia neanche troppo velatamente la polemica sul parziale ripristino della viabilità lungo la statale il cui via libera è arrivato, non solo dopo lungaggini e rimpalli tra gli Enti coinvolti, ma anche senza l’installazione del sistema di telecontrollo che dovrebbe far scattare l’allarme al minimo movimento franoso.

Sensori dell’Irpi Un intervento, questo dei sensori, che nei tavoli tra Regione, Comune e Anas era stato individuato come propedeutico a qualsiasi riapertura. La frana di San Giovanni Profiamma con oltre venti sfollati e una villetta demolita aveva fatto alzare il livello di guardia. Ma i giorni sono trascorsi e, soprattutto, tra gli operatori economici è montata la protesta. Tir in strada e traffico paralizzato. Ergo, era necessario accelerare i tempi di riapertura.

Rometti e Amoni Tanto che il parziale ripristino della viabilità sarebbe scattato nonostante non fosse stata ultimata l’installazione dei sensori, intervento affidato all’Irpi (istituto di ricerca per la protezione idreogeologica) del Cnr. L’assessore regionale Silvano Rometti però precisa: «E’ già operativo il monitoraggio sul corpo principale della frana attraverso sensori e si sta lavorando per ulteriori posizionamenti ai piedi della frana sulla barriera che delimita la sede stradale». Ma la stigmatizzazione targata Confcommercio Foligno non tarda ad arrivare con il presidente Aldo Amoni che chiede: «Visto che la strada è stata riaperta senza questi sensori perché non si è proceduto al parziale ripristino già due settimane fa?».

Rebus progetto Ma sensori a parte, la partita vera per la statale Flaminia è la definizione del progetto di messa in sicurezza della collina franata e la conseguente riapertura totale della statale. Al momento, indiscrezioni a parte, stime sulla consistenza economica dell’intervento non ce ne sono. Di sicuro c’è solo che Regione e Comune risorse proprie da mettere sul piatto faticherebbero non poco a individuarne. Ma comunque a preoccupare sono soprattutto i tempi. Tant’è che amoni scrive: «È nostra intenzione non allentare la presa, perché prima che finisca l’estate la frana dovrà essere messa in sicurezza e dovranno essere riaperti le due corsie della Flaminia». L’epilogo, insomma, è lontano.

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