di Iv. Por.
Oltre cento sopralluoghi da rifare nei luoghi colpiti dal terremoto, e tra questi ce ne sono anche in Umbria, perché a farli sarebbe stato un falso ingegnere. Lui è Leonardo Mazzini, 68 anni e oggi in pensione, che per 35 anni avrebbe ingannato tutti, a partire dall’ordine degli Ingegneri di Macerata in cui risulta iscritto dal 1984 ma da cui si è cancellato improvvisamente un paio di anni fa. Ma anche le scuole (tre istituti tecnici tra Fabriano e Jesi) dove ha insegnato Fisica dal 1991 all’anno scorso.
Sopralluoghi in Umbria Per il recente terremoto aveva partecipato alla compilazione delle schede Aedes per la valutazione dell’agibilità o meno degli edifici e alla quantificazione dei danni. Ma ha anche seguito pratiche, progetti e collaudi statici. In particolare in quattro comuni: Vallo di Nera in Umbria, Macerata, Cerreto d’Esi e Ascoli Piceno nelle Marche.
Laurea falsa L’accusa portata avanti da procura e carabinieri di Osimo è che non si sarebbe mai laureato ad Ancona – come tuttora sostiene – pur avendo più volte esibito copie autenticate per partecipare ai concorsi. L’accusa è esercizio abusivo della professione. A lui gli inquirenti sono arrivati scandagliando tra documenti in un’inchiesta sui reati contro la pubblica amministrazione. Ad insospettirli sono state le copie del certificato di laurea presentato da Mazzini. Ad apparire taroccate, secondo chi indaga, sarebbero proprio questi, nonostante i timbri dell’Università di Ancona e del Comune di Poggio San Vicino, dove vive, apposti per l’autentica. Due mesi fa i carabinieri si sono presentati a casa sua e gli hanno sequestrato il certificato di laurea che teneva appeso in casa e la tesi di laurea.
«Accuse infondate» Il presunto falso ingegnere si difende. «Sono accuse infondate – dice al Corriere Adriatico – sono una vittima, un personaggio scomodo che ha denunciato autorità e personaggi pubblici per vicende di diverso tipo. Ho denunciato truffe sul terremoto del 2016 nelle zone dove sono andato per effettuare i sopralluoghi, forse ho pestato i piedi a qualcuno». Sulla cancellazione dall’Ordine professionale sostiene sia avvenuta per «motivi di salute».
