L'ospedale di Perugia (foto F.Troccoli)

Non contenta di essere finita agli arresti domiciliari per le innumerevoli truffe che ha messo in atto negli anni scorsi fuori dall’ospedale di Perugia fingendosi una dottoressa con l’auto in panne o col portafogli dimenticato a casa, la finta dottoressa – ma all’occorrenza anche professoressa o avvocatessa – Citti, ha pensato di approfittare dei due permessi settimanali che ha per recarsi in ospedale per colpire ancora.

Alcuni particolari Incinta e prossima al parto avrà pensato di aver cambiato fisionomia ed avrà valutato come basso il rischio che qualcuno potesse riconoscerla. E allora, armata della migliore faccia tosta, si è messa di nuovo fuori dall’ospedale iniziando a chiedere soldi perché, ha detto, aveva lasciato il portafogli a casa e non sapeva come tornare. Il caso però, che a volte funziona meglio di un controllo voluto, ha fatto si che la finta dottoressa chiedesse soldi proprio a una sua vittima dell’anno scorso. L’uomo, memore di essere stato truffato da una donna a cui aveva dato 50 euro che si era spacciata per cardiologa, pur non riconoscendola, le ha negato il favore. Lei ha anche finto di offendersi: «Sarà meglio che chiami mio marito e gli dica di venirmi a prendere che se tutti fanno come lei e pensano che io sia quella donna, nessuno mi aiuterà».

Il riconoscimento L’uomo la lascia parlare e se ne va. All’ingresso dell’ospedale poi incontra una poliziotta del posto fisso di polizia e le racconta la scena. L’agente a sua volta lo riferisce al suo superiore: basta loro un’occhiata per capire che la truffatrice è ancora lei. Il tempo di uscire fuori nel piazzale che la beccano nel momento in cui sta spillando venti euro a un’ignara signora che poi non ha neanche voluto sporgere denuncia.La poliziotta la blocca e la porta negli uffici del posto fisso di polizia e proprio mentre entrano, l’uomo che non le aveva dato i soldi, arriva ed entra con loro. A quel punto, guardandola meglio, ha il tempo di ricordare e riconoscerla, e quindi denunciarla. «Mi ricordo benissimo che mi aveva spillato 50 euro lo scorso anno. Ero con mia moglie che aveva le doglie, avevo 5 euro o 50 nel portafogli, pensai che dandogliene di più avrei ricevuto solo del bene. E poi lei ci aveva detto di salire in cardiologia dopo le otto che una sua specializzanda ci avrebbe restituito la somma. Quando andammo a chiedere i soldi scoprimmo della truffa. Anche mio suocero e la mamma di un’altra paziente erano state a loro volta truffate». La dottoressa Citti, dopo essere stata ascoltata dal comandante Michelangelo Mariano, è stata dunque nuovamente denunciata per truffa aggravata, tentata truffa aggravata plurima e evasione. Nei suoi confronti è stato proposto l’inasprimento della misura cautelare: adesso è infatti ai domiciliari perché incinta.

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