
di Chiara Fabrizi
Non è arrivato Mario Draghi, né tanto meno i ministri Paola Severino e Mario Gnudi. E per la verità, oltre alla presenza del ministro Corrado Passera e a quella del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, dai palazzi romani nessun altro ha fatto capolino a Spoleto per assistere alla prima del Giro di vite, l’opera inaugurale della 55esima edizione del Festival dei Due Mondi. Peccato, perché all’aria di capolavoro respirata alla vigilia e confermata dalla generale, ha fatto seguito il lungo, lunghissimo applauso con cui il teatro Nuovo ha voluto esprimere tutta la propria ammirazione all’opera firmata dal direttore Giorgio Ferrara.
A compensare la latitanza della politica romana, ci ha pensato la folta schiera dei rappresentanti istituzionali locali, dalla presidente della Regione Catiuscia Marini, all’assessore alla cultura Fabrizio Bracco, dal prefetto fresco di insediamento Vincenzo Cardellicchio alle tante autorità militari che non hanno voluto mancare all’appuntamento. «Il Festival – ha affermato la presidente – è qualità, organizzazione, promozione del nostro territorio, siamo particolarmente orgogliosi di questa kermesse». Presente anche il presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi e l’assessore alla cultura Donatella Porzi. A fare gli onori di casa, oltre al maestro Ferrara, il sindaco Daniele Benedetti, accompagnato da buona parte della giunta ancora «congelata».
Passera: «Che bello essere qui oggi» Pochi minuti prima delle 20 a bordo di un auto blu è arrivato l’atteso super ministro allo Sviluppo economico del governo Monti, già amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera. «È una grande gioia – sono state le parole del ministro – essere a Spoleto oggi, non avrei potuto mancare a questa prima». Strette di mano e qualche battuta, come quella con cui il ministro ha apostrofato, nell’attesa della bellissima moglie Giovanna Salza, Catiuscia Marini, «la mia presidente di Regione preferita».
Franca Valeri, Giuliano Ferrara, Marina Ripa di Meana All’appuntamento non sono mancati ospiti celebri come Franca Valeri, accolta con enorme affetto dal direttore Ferrara che, poco dopo, ha assistito al defilato arrivo del fratello, Giuliano Ferrara. In platea ha preso posto anche la regista Liliana Cavani. Alla prima dell’edizione numero 55 hanno partecipato anche Carlo e Marina Ripa di Meana, Geppy Gleijses con la moglie Marianella Bargilli.
«Il giro di vite» applausi tra bambini, fantasmi e pedofilia La prima dell’opera, come detto, è stato un grande successo, sei, sette minuti di applausi per «Il giro di vite» di Benjamin Britten, su una novella di Henry James, con la regia di Giorgio Ferrara. La visione tridimensionale del dipinto «L’isola dei morti» di Arnold Bocklin, voluta dal direttore e realizzata da Gianni Quaranta, ha sortito l’effetto claustrofobico annunciato in conferenza stampa. Una scenografia mobile, dalla verticalità importante che ha scolpito a dovere l’inquietudine dell’opera. Superbi i due bambini, Miles e Flora, interpretati da Thomas Copeland e Rosie Lomas, applauditi senza riserve per un’interpretazione a dir poco complessa. I due fratellini attratti dai fantasmi del giardiniere Quint, qui Leonardo Capalbo, e dall’istitutrice, Emily Righter, a cui sono legati da oscenità inenarrabili che il pubblico, al di là delle singole interpretazioni, percepisce ripetutamente. L’opera maledetta di Britten maneggia il male nascosto dietro ai volti angelici di Miles e Flora, con un contrasto che insinua nella platea l’angosciosa e inquietante certezza di avere assistito alla «cerimonia dell’innocenza perduta». Applausi.
