Sono 73 le violenze sessuali di cui 12 con minori, che sono avvenute in Umbria nel 2012. Lo ha riferito il generale Antonio Pietro Marzo durante le celebrazioni per il 199° anniversario della fondazione dell’Arma dei carabinieri. Il dato, arriva dopo che già nella conferenza stampa di martedì, il comandante provinciale dell’Arma di Perugia Angelo Cuneo aveva esortato le persone, soprattutto le donne, a denunciare le violenze in famiglia.

Le celebrazioni a Perugia La festa dell’Arma è stata celebrata a Perugia, nella cornice del Comando Legione Carabinieri Umbria di corso Cavour. Presenti alla ricorrenza, oltre ai Carabinieri in rappresentanza di tutte le componenti dell’Arma in Umbria  le sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e alcuni congiunti di militari caduti nell’assolvimento del dovere. Nessun ospite esterno e massima sobrietà, come richiesto dal capo dello Stato. Il comandante della Legione, generale di brigata Antonio Pietro Marzo, dopo aver  rivolto il suo pensiero all’appuntato Tiziano Della Ratta e al brigadiere Giuseppe Giangrande, ha tracciato il bilancio dell’attività dell’Arma in Umbria nel corso dell’anno precedente:

I cittadini vogliono sicurezza «Garantire la sicurezza significa colpire le devianze da tale principio. Il cittadino non chiede molto: vuole solo che nessuno entri nella sua casa per rubare e rapinare, che i suoi figli siano esposti al rischio di assumere droghe e rivolgersi a noi carabinieri per essere rassicurati. E noi ci siamo». E per il generale, i militari umbri hanno saputo dare le risposte che servivano con la loro azione.

Professionalità per caso Rosi «In particolare-  ha sostenuto Marzo-  va ricordata la consistenza e la professionalità del dispositivo messo in campo in seguito alla rapina effettuata in Ramazzano nella quale è morto Luca Rosi, che ha consentito di assicurare subito alla giustizia gli autori dell’efferato fatto di sangue».

Perseguito 78 % reati «L’Arma dei Carabinieri –  ha spiegato il generale Marzo – ha perseguito il 78,34% dei delitti avvenuti in Umbria pari a 28.700. L’attività  repressiva nel 2012 ha portato all’arresto di 1.164 persone di cui 458 italiani, 150 comunitari e 556 extracomunitari o apolidi. Nello stesso periodo sono state denunciate 6.166 persone di cui 3.872 italiani, 656 comunitari e 1.638 extracomunitari o apolidi. Globalmente è molto migliorato il rapporto fra delitti commessi e quelli scoperti, attestandosi al 21% contro il 18% dell’anno 2011».

Lotta allo spaccio Per quanto riguarda il contrasto allo spaccio, «nel 2012 in questo settore sono stati perseguiti 382 reati, sono state arrestate 435 persone, denunciate 358 e segnalate altre 470, infine sono stati sequestrati circa 130 chili di sostanze stupefacenti».

428 contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza  Nel 2012 sono state elevate 428 contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza alcolica, 133 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e 17.840 per mancato rispetto delle norme del codice della strada.

Azione Nas La sicurezza alimentare è un settore particolarmente delicato, e in questo senso il Nucleo Antisofisticazione e Sanità Carabinieri di Perugia nel 2012 ha effettuato 2.198 ispezioni, accertando 2.520 infrazioni a cui è seguito l’arresto di una persona, la denuncia in stato di libertà di altre 597, il sequestro di merce e strutture per 18 milioni di € e la riscossione di 780.000 € per infrazioni amministrative.

Noe Il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Perugia, ha eseguito 162 ispezioni, accertato 64 violazioni penali, denunciato 37 persone, sequestrato beni per 8 milioni di € ed elevato contravvenzioni per € 11.532,00.

No a militarizzazione «Noi carabinieri, come ho detto-  ha concluso il generale Marzo- , stiamo facendo la nostra parte, ma ciò non basta.  Dobbiamo essere chiari: la necessità di contenere le spese non consentirà in futuro di avere più Carabinieri per il controllo del territorio. Ma non penso che questo costituisca una criticità. Non è militarizzando le città che si ottiene più sicurezza». La cerimonia è proseguita con la consegna delle ricompense ai militari maggiormente distintisi nell’attività di servizio nel corso dell’anno precedente. Tra i ricompensati, medaglia d’argento al valor civile agli appuntati Giovanni Bastianini e Sandro Bartolucci  per un’operazione avvenuta a Terni nel luglio 2010 in cui un carabiniere venne accoltellato.

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Encomi per arresti Pam e omicidio Fezzuoglio Encomio solenne del Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora” al tenente colonnello Pierugo Todini, al maggiore Giovanni Rizzo, al luogotenente Bruno Pascucci, al maresciallo Marco Rossi, al brigadiere Roberto Frattini, al brigadiere Mario Melis e all’appuntato scelto Dario Marsocci, per aver sviluppato una «prolungata e complessa attività d’indagine che consentiva di disarticolare pericolosissimo sodalizio criminale responsabile dell’omicidio di un carabiniere( Donato Fezzuoglio, ndr) e di numerose rapine ad istituti di credito e furgoni portavalori. l’operazione si concludeva con l’esecuzione di 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere».

Cerimonia a Terni Anche a Terni, improntata alla sobrietà, è stata festeggiata la ricorrenza del 199 anniversario della fondazione dell’Arma. Nel suo intervento il comandante provinciale Giuseppe Alverone ha evidenziato come «la festa si è trasformata da evento di comunicazione alla cittadinanza a momento di riflessione. Non è cambiato però l’oggetto della comunicazione e della riflessione – ha detto – costituito dagli ideali e dai valori che caratterizzano l’Arma dei carabinieri e di cui sono testimoni qualificati i caduti in servizio ed i carabinieri in congedo».

Eroi invisibili Nel corso della cerimonia sono stati consegnati vari riconoscimenti. E’ stato anche conferito un apprezzamento del comandante provinciale al brigadiere capo Giuseppe Federico, al brigadiere capo Gianfranco Gnucci e al brigadiere Sandro Gianfilippi, tutti in servizio presso la centrale operativa, “per sottolineare il valore professionale di tanti bravi e solerti carabinieri che non appaiono mai nelle cronache degli organi di informazione e che per tale motivo sono stati definiti «eroi invisibili»

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