di Francesca Marruco

«Farai la fine del maiale». «L’acido è pronto, tu quando meno te lo aspetti…». «Bammm. I crisantemi arrivano!». «Prima di morire ti pentirai di essere nata piccirilla». Sono solo alcuni dei 1400 inquietanti messaggi che F.C. inviò nell’arco di 4 mesi alla ex fidanzata che ha letteralmente perseguitato.

La condanna Per lui, al termine del processo con rito abbreviato davanti al gup Carla Giangamboni, è arrivata una condanna a tre anni, quattro mesi e venti giorni di reclusione. Il giudice lo ha condannato anche a una pena più alta di quanto richiesto dal pm Angela Avila in udienza. Il giudice ha anche stabilito una provvisionale di 35 mila euro per la vittima, costituita parte civile con l’avvocato Laura Modena.

Le accuse Le sei contestazioni del capo d’imputazione tracciano un copione già troppe volte letto. Il 36enne che martedì è stato condannato non ha risparmiato nulla alla ex fidanzata: le ha fatto esplodere una bomba carta sul portone del palazzo e le ha dato fuoco alla Mini One( tra l’altro di proprietà del fratello di lei, anche lui risarcito al termine del processo).

La pedinava Ma il terrore che aveva ingenerato in lei, tanto da «costringerla a cambiare tutte le sue abitudini» lo esplicitava «seguendola per controllarne ossessivamente ogni spostamento, dando conto con continui messaggi di essere a conoscenza dei percorsi e dei luoghi che faceva, nonché dei suoi incintri». Una volta, il giorno della vigilia di Natale del 2011, effettuò «un vero e proprio pedinamento, chiamandola al cellulare per convincerla a fermarsi e parlare con lui».

L’agguato Neanche un mese dopo, gli piombò – letteralmente- sull’auto mentre lei era all’interno dell’abitacolo con un ragazzo in atteggiamenti intimi. In quell’occasione, «intimando co. fare minaccioso al ragazzo di uscire dall’auto, per poi, visto il suo rifiuto, sferrare un pugno violento sul finestrino, tanto da mandarlo in frantumi». Non solo, sempre nella stessa circostanza effettuò un «vero e proprio inseguimento» e causò «un vero e proprio incidente quando con una manovra pirata stringeva la Minione sulla fiancata sinistra costringendola a collidere contro il marciapiede». Dopo quella sera la minacciò anche di «mettere su youtube il video che le aveva fatto mentre lei era in atteggiamwnti intimi».

La bomba carta Poi fu tutto un crescendo: dalle minacce passò alle azioni. Il 6 marzo 2012 fece esplodere una bomba carta sul portone del palazzo in cui viveva lei, l’8 giugno le diede fuoco alla MiniOne. F.C. venne arrestato e scontò tre mesi agli arresti domiciliari, adesso è stato processato per atti persecutori, danneggiamento e furto. La sua condanna sarà immediatamente esecutiva, non avendo il giudice disposto alcuna sospensione condizionale.