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Catiuscia Marini nel giorno delle dimissioni ©️F.Troccoli

di Enzo Beretta

Di cosa è accusata Catiuscia Marini nell’inchiesta della Procura di Perugia? Alla governatrice vengono contestati i reati di falso ideologico e materiale, abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio. Il suo nome compare al numero 22 dell’elenco in cui si leggono complessivamente 35 indagati. Cinquantadue anni, originaria di Todi, il nome della Marini viene ripetuto in cinque capi di accusa. Anzi, in sei, considerando che nel primo in cui viene contestato il reato di associazione per delinquere a nove tra manager, direttori e responsabili dell’ospedale è detto che i tre big Emilio Duca, Maurizio Valorosi e Diamante Pacchiarini «operavano con continuità allo scopo di eseguire le direttive impartite dalla classe politica locale (Barberini, Marini e Bocci) manipolando i concorsi a favore dei candidati ‘raccomandati’ o indicati dalla politica».

Il concorso Il presunto abuso d’ufficio – secondo quanto emerso dalle indagini – è legato invece a un concorso per ‘categorie protette’ – quattro unità per assistenti amministrativi categoria C – nel quale sarebbero state fornite «in anticipo» ad alcuni partecipanti «le tracce dei temi della prova scritta e pratica» ma anche quelle del «colloquio orale». Una delle candidate – sono convinti i magistrati – è stata indicata dalla Marini. La rivelazione di segreti d’ufficio è legato al medesimo concorso: nel 2018 la presidente della commissione – è stato ricostruito – «comunicava le tracce dei temi delle prove pratiche e scritte al dg Duca il quale, dopo averne ricevuto richiesta, anche per il tramite del consigliere politico, le faceva consegnare alla candidata». Tra i «raccomandati» c’è anche il ‘cavallo’ della Marini nel capo d’accusa numero 13 le vengono contestati i reati di falso ideologico e materiale.

«Il sistema» «In questo contesto di distorsione istituzionale della sanità umbra svolgono un ruolo primario le figure apicali del direttore generale Emilio Duca – ricostruiscono i magistrati inquirenti – in quanto fautore di questo sistema clientelare, del direttore amministrativo Maurizio Valorosi e del direttore sanitario Diamante Pacchiarini, i quali sono soliti asservirsi, in maniera continuativa e fissa, alla richieste illegittime provenienti dalla classe politica e più nello specifico dall’assessore regionale alla Salute Luca Barberini, dalla Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e da Gianpiero Bocci, pilotando in tal modo le assunzioni e le nomine dirigenziali ospedaliere a favore dei candidati ‘raccomandati’ da quest’ultimi».

Enzo Beretta, giornalista professionista, specializzato in cronaca nera e giudiziaria. Scrive per Umbria24 e Il Messaggero. Ha lavorato con Ansa, Abc News, Panorama e La Nazione. Si è occupato di comunicazione politica, istituzionale e sportiva. Realizza podcast e ha una rubrica chiamata Alibi. Ha pubblicato tre libri: Romanzo immobiliare, Favole alla sbarra e Il Re degli ultimi, dedicato a Diego Armando Maradona, con cui ha vinto il premio nazionale Ali Librai.