di Fra.Mar.
C’era chi aveva assunto anche due o tre badanti. Anche uomini. Non solo dell’est europeo come spesso accade in Italia, ma anche tunisini e marocchini. Particolare questo che, sommato a quello del doppio badante aveva insospettito non poco gli uomini della divisione anticrimine e dell’ufficio immigrazione della questura di Perugia che insieme agli uomini del commissariato di Foligno hanno portato a termine una complessa attività di indagine in cui sono state denunciate 17 persone per truffa e falso finalizzate al favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina in concorso.
L’agenzia di Foligno Gli agenti hanno individuato un’agenzia di servizi diretta da una donna che viene ritenuta a capo del sodalizio criminale che permetteva ai clandestini di ottenere, pagando, falsi contratti di lavoro da italiani compiacenti per avere il permesso di soggiorno. Dei tremila euro che ognuno di loro ha sborsato per farsi mettere in regola pur non avendo nessun rapporto lavorativo in corso, quasi niente andava agli italiani che compilavano e firmavano i moduli per gli stranieri,la titolare dell’agenzia tratteneva per lei la gran parte delle entrate. Del resto era sempre lei che andava a caccia di clandestini bisognosi di essere regolarizzati.
Indagine dopo le richieste di sanatoria L’indagine è scaturita in seguito alle richieste di sanatoria che venivano presentate alla questura di Perugia. I doppi badanti, le nazionalità, ma anche il fatto che tutte queste persone transitassero per la stessa agenzia folignate di servizi ha fatto si che gli agenti stringessero il cerchio e con i dovuti riscontri ricostruissero tutto il puzzle che parla di persone che sborsano cifre molto alte pur di poter restare in Italia da regolare. E di altre che, lucrano su di loro. Senza nessuno scrupolo.
17 denunce Al termine degli accertamenti i 17 indagati sono stati accusati, in concorso tra loro, di falso e truffa finalizzati al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le istanze per la regolarizzazione di 44 stranieri, di cui 15 tunisini, 18 marocchini, quattro albanesi, sei nigeriani e un camerunense sono state respinte e nei loro confronti sono state avviate le procedure per l’espulsione dal territorio nazionale

