di Ivano Porfiri
C’erano anche fior di professionisti con redditi superiori ai 100 mila euro. Diversi casi in tutta l’Umbria in cui il benestante fa il furbetto e, se può, non paga il ticket. I carabinieri del Nas di Perugia hanno denunciato alle diverse procure umbre 636 persone per truffa e falso.
10 mila esenzioni al mese I militari dall’ottobre 2010 hanno avviato una certosina attività di controllo. Agli uomini del capitano Marco Vetrulli era arrivata la segnalazione di un numero anomalo di prestazioni mediche soggette ad esenzione. Circa 10 mila ogni mese. Così, in collaborazione con il personale delle quattro aziende Usl umbre e dell’Agenzia delle entrate, hanno iniziato a vivisezionare i documenti presentati e gli effettivi redditi dichiarati.
Autocertificazioni al setaccio I militari del Nas hanno preso in esame a campione un mese del 2010 per ciascuna Asl, controllando così 10 mila autocertificazioni in tutto. Hanno iniziato dalla Asl 2, quella del Perugino, in cui hanno passato al setaccio il numero maggiore di autocertificazioni, circa 6 mila. Poco più di un migliaio per ciascuna altra Asl le pratiche controllate.
Pratica abituale «Dall’analisi dei dati – spiega il capitano Vetrulli – è emerso come per alcuni fosse una pratica abituale quella di dichiarare meno del proprio reddito e, segnatamente, meno della soglia di esenzione (fissata in 36 mila euro, ndr). In particolare ci siamo concentrati nei casi in cui il reddito superava di un certo margine la soglia».
Chi sono gli evasori Il risultato è stato che circa 380 perugini, 85 tifernati, 85 tra Foligno e Spoleto e 85 ternani sono stati pizzicati e denunciati alle rispettive procure per truffa e falso per aver dichiarato un reddito inferiore a quello reale, al fine di ottenere l’esenzione al pagamento. Su circa 10 mila dichiarazioni esaminate, quindi, il 6,5% circa sono risultate false.
Oltre 100 mila euro di reddito In alcuni casi, i militari del Nas hanno accertato come il reddito effettivo del nucleo familiare del dichiarante fosse di oltre 100 mila euro, ovvero circa tre volte il tetto massimo previsto per ottenere l’esenzione. Non tantissimi casi, specificano i carabinieri, ma significativi perché si tratta di professionisti più che benestanti e non certo bisognosi di risparmiare sul ticket.
Il danno quantificato Nel corso delle operazioni sono state poste sotto sequestro penale circa 900 prescrizioni mediche relative alle false dichiarazioni attestate. Il danno al Servizio sanitario regionale è stimato in circa euro 250 mila per l’anno 2010.
Cosa rischiano I militari, come detto, hanno denunciato gli evasori per truffa ai danni del servizio sanitario regionale e falso. Ma cosa rischiano effettivamente? Non molto, in verità, se non una pena pecuniaria. In recenti sentenze è prevalsa una linea secondo cui il giudizio penale scatta oltre una certa soglia, circa 3-4 mila euro di evasione. Ma 4 mila euro di ticket annui per prestazioni sanitarie sono casi rari, da malati cronici o da veri e propri ipocondriaci.

