La sede Equitalia di Perugia (Foto F.Troccoli)

di Fra. Mar.

Forse non pensava che scrivere una cosa su Facebook, per quanto grave, potesse rivelarsi per lui un problema reale. Forse ha pensato che un articolo intitolato «Stato- Mafia = Equitalia», con dentro la frase «Facciamo saltare in aria tutte le sedi di Equitalia» non sarebbe stato notato da nessuno. Ma il dipendente dell’Enel di 54 anni di Città di Castello non aveva fatto i conti con la Digos della questura di Perugia che monitora continuamente siti e social network  per vigilare che non vi siano minacce reali e concrete.

La pistola e lo sfogo Quando quindi gli uomini della Digos diretta dal vicequestore Francesco Moretta hanno constatato che il presunto autore dell’articolo aveva il porto d’armi e deteneva una carabina calibro 22, sono andati a controllare di persona a casa sua. Una volta lì, hanno capito che l’uomo non era né un attivista politico, né uno che realmente avrebbe fatto ciò che aveva scritto. Agli agenti che gli hanno perquisito l’abitazione, l’uomo è apparso costernato. Gli avrebbe spiegato di aver scritto quel pezzo nel periodo  in cui alcuni imprenditori si sono suicidati dopo aver ricevuto cartelle esattoriali di Equitalia. Di essersi solo ‘sfogato’.

Denunciato Ciò ovviamente non è bastato a non far scattare la denuncia per istigazione a delinquere e minaccia. Gli agenti gli hanno anche tolto la calibro 22 e hanno avviato il procedimento amministrativo per il divieto in futuro di avere ancora armi. In casa aveva anche oltre 200 cartucce detenute abusivamente, quindi è stato denunciato anche per questo.

L’ira della moglie Ma forse il peggio per lui doveva ancora arrivare: la moglie infatti non ha preso affatto bene la visita della Digos in casa sua, e quando il marito le ha spiegato cosa aveva fatto lei è passata alle maniere forti.  Per farla calmare e smettere di malmenare il marito sono dovuti intervenire gli agenti presenti.

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