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Il carcere di Capanne (foto Troccoli)

Minacce di morte, aggressioni, consumazioni nei bar senza pagare e richieste di denaro accompagnate da intimidazioni. Sono 14 gli episodi contestati dalla Procura di Perugia nell’indagine che ha portato in carcere Giuseppe Calignano, 37 anni, il fratello Vito, 44 anni, e Lorenzo Marzano, 36 anni, tutti originari di Nardò, in provincia di Lecce. Le accuse sono contenute nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Giorgio Margheri, su richiesta della Procura.

Gli indagati Due degli arrestati scrivi che sono i fratelli Giuseppe e Vito Calignano, già ai domiciliari in Salento dopo la condanna in primo grado (sei anni e otto mesi) per la presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta in piazza Quaranta Martiri, a Gubbio, nel settembre 2025. Marzano, 36 anni, è un loro concittadino: lavorava come giardiniere a Gubbio. I tre, difesi dagli avvocati Ubaldo Minelli e Marco Angelini, sono ora tutti in carcere. 

Le minacce nel bar L’ordinanza ricostruisce una serie di episodi avvenuti tra il 2024 e il giugno 2025, principalmente ai danni di commercianti e gestori di locali pubblici. Uno degli episodi più violenti risale al 19 marzo 2025, all’interno del bar Padule, a Gubbio. Secondo la contestazione della Procura i tre avrebbero costretto il titolare a consegnare gratuitamente una birra e delle patatine. Quando un avventore li avrebbe invitati a pagare, sarebbero iniziate le minacce: «Sei una spia, fatti gli affari tuoi, chi ti conosce». Subito dopo, lo aggredivano – è ricostruito negli atti – colpendolo con calci e pugni e servendosi di una «macchina distributrice di caramelle, di un tavolino (in legno e ferro) e di una sedia». Nel corso dell’aggressione – sempre stando all’accusa – la vittima sarebbe stata minacciata più volte di morte con le parole «T’ammazzo… T’ammazzo oggi». Marzano avrebbe inoltre gridato le frasi: «Non chiamare i Carabinieri per te è finita». I tre si sarebbero poi allontanati senza pagare.

Il locale danneggiato Per lo stesso episodio la Procura contesta anche il danneggiamento aggravato. L’accusa descrive inoltre una seconda fase dell’aggressione, nella quale Giuseppe Calignano avrebbe colpito la vittima al volto, provocandole lesioni giudicate guaribili in sette giorni. Gli atti fanno riferimento a una ferita al cuoio capelluto, a ferite escoriate alla regione frontale e a un trauma alla spalla sinistra.

I soldi chiesti ai commercianti Le contestazioni non riguardano soltanto episodi di violenza fisica. Tra il 2024 e il 2025, Giuseppe e Vito Calignano e il loro complice avrebbero preso di mira anche il titolare di un’autofficina a Gubbio. Secondo la Procura, attraverso minacce, avrebbero cercato di ottenere la consegna di somme di denaro per un importo complessivo di 1.500 euro, oltre a beni prelevati dall’esercizio commerciale e mai pagati. Gli indagati avrebbero inoltre chiesto al titolare di riparare gratuitamente le loro automobili, pretendendo anche la restituzione di denaro relativo a prestiti. La persona offesa – si legge nell’imputazione – sarebbe stata «indotta a non richiedere il pagamento della merce e ad erogare dei prestiti dalla minaccia implicita di subire delle aggressioni fisiche». La contestazione precisa che il 2 marzo 2024 Giuseppe Calignano e l’altro complice arrestato avrebbero malmenato un avventore dell’officina.

La richiesta di 20mila euro Un’altra accusa di estorsione riguarda Giuseppe Calignano, che nell’agosto 2024 avrebbe costretto un uomo a consegnargli 100 euro, con la promessa di restituirli. Secondo la Procura, la vittima sarebbe stata indotta a consegnare il denaro «dalla minaccia implicita di subire ulteriori aggressioni fisiche», avendo già ricevuto una precedente richiesta di 20mila euro. Gli investigatori contestano che Calignano, già responsabile di un’aggressione nei confronti dell’uomo nel gennaio 2024, avrebbe fatto leva sulla paura della vittima per ottenere il denaro.

L’aggressione all’automobilista Il 3 maggio 2025 Giuseppe Calignano e il 36enne avrebbero preso di mira un automobilista fermo al centro della carreggiata, in via Campo di Marte. Secondo l’accusa, dopo avergli suonato il clacson, i due sarebbero scesi dalla loro auto e si sarebbero avvicinati al conducente. Giuseppe Calignano avrebbe intimato all’uomo di aprire il finestrino e, davanti al rifiuto, avrebbe cercato di forzare la portiera, colpendo con calci e pugni la carrozzeria. L’automobilista avrebbe tentato di allontanarsi ma i due lo avrebbero seguito con la propria vettura. L’inseguimento sarebbe terminato quando la persona offesa era riuscita a raggiungere un’area di manovra e a invertire la marcia.

La discoteca Un capitolo dell’indagine riguarda il titolare della discoteca Nariò, a Gubbio. Secondo la Procura tra ottobre 2024 e giugno 2025 i tre indagati avrebbero ottenuto consumazioni senza pagare, ricorrendo a minacce e intimidazioni. Nell’aprile 2024 Giuseppe Calignano e l’altro complice sarebbero entrati nel locale pretendendo di bere gratuitamente. Nell’ottobre successivo Giuseppe Calignano avrebbe contattato telefonicamente il titolare, chiedendo di poter entrare con altre persone senza pagare: il gestore, per evitare problemi, avrebbe accettato. Le richieste sarebbero proseguite anche nel 2025. Nel marzo di quell’anno Giuseppe Calignano e Marzano si sarebbero presentati nella discoteca pretendendo dal titolare 300 euro. 

La droga al minorenne Nell’ordinanza compare anche un’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Secondo la Procura, il 2 giugno 2025 Giuseppe e Vito Calignano avrebbero offerto a un ragazzo di 17 anni un quantitativo non meglio precisato di cocaina da consumare all’interno di un bar. L’episodio è contestato con l’aggravante prevista per la cessione di sostanze stupefacenti a un minorenne.

Il furto delle sigarette A Giuseppe Calignano viene contestato anche un furto aggravato commesso il 19 giugno 2025 ai danni di un distributore di tabacchi. Secondo l’accusa l’indagato, insieme ad altre persone, avrebbe prelevato dieci pacchetti di sigarette Marlboro, approfittando di un momento di distrazione del titolare. La contestazione riguarda un furto commesso con destrezza.

I 100 euro al bar Il 20 giugno 2025 Giuseppe Calignano e Marzano avrebbero costretto un uomo a consegnare 100 euro all’interno del bar Punto, a Gubbio. La vittima, secondo l’accusa, si trovava all’esterno del locale insieme a un’altra persona quando Giuseppe Calignano gli avrebbe intimato di consegnare il denaro. Davanti al rifiuto, avrebbe pronunciato la frase «Sto parlando con Pietro, che c… vuoi tu». Il 36enne avrebbe afferrato la vittima per un braccio, minacciandola e impedendole di allontanarsi. I due avrebbero quindi seguito l’uomo fino a un bancomat, dove lo avrebbero costretto a prelevare la somma richiesta. Il denaro sarebbe stato consegnato a Giuseppe Calignano.

Le consumazioni non pagate Un altro episodio contestato riguarda un altro bar, in via dei Consoli. Il 20 giugno 2025 Giuseppe e Vito Calignano e Lorenzo Marzano avrebbero preteso consumazioni e denaro per un valore complessivo di 375 euro. Secondo la Procura i tre avrebbero fatto leva su un atteggiamento intimidatorio, chiedendo al gestore di non pretendere il pagamento dei prodotti consumati e di consegnare somme di denaro. L’accusa ricostruisce anche un episodio nel quale gli indagati, dopo essere entrati nel locale, avrebbero iniziato a giocare alle slot machine e a consumare birra. Il titolare, temendo aggressioni, avrebbe evitato di chiedere il pagamento.

Le intimidazioni al bar Sempre il 20 giugno 2025 i tre, insieme a un quarto uomo, avrebbero preso di mira un altro locale in via dei Consoli. Secondo l’accusa, dopo essere entrati nel locale intorno alle 19, avrebbero iniziato a consumare bevande alcoliche e a infastidire gli altri clienti. Il gestore avrebbe chiesto loro di allontanarsi ma Giuseppe Calignano e il quarto uomo avrebbero reagito con minacce e aggressioni, costringendo gli avventori ad abbandonare il bar. La Procura contesta che il comportamento intimidatorio sarebbe proseguito anche all’esterno del locale, fino all’arrivo di una pattuglia dei carabinieri. Il titolare sarebbe stato indotto a non chiedere il pagamento delle consumazioni.

La minaccia ai fratelli Nell’ordinanza compare anche un episodio avvenuto tra il 28 aprile e il 4 maggio 2025. Giuseppe e Vito Calignano e il 36enne avrebbero minacciato di morte due fratelli dopo un diverbio all’interno di una tabaccheria, in corso Garibaldi. Giuseppe Calignano – secondo la Procura – avrebbe rivolto a uno dei due queste parole: «Tu non ti devi azzardare a mettere in giro le mie cose personali e non devi dirlo a nessuno, soprattutto non devi rivolgerti ai carabinieri sennò ti ammazzo e se non lo faccio io lo faranno gli altri per me». Il 4 maggio i due fratelli si sarebbero nuovamente recati nel locale rinnovando le minacce di morte.

La tentata estorsione A Marzano viene inoltre contestato un episodio del 19 marzo 2025 ai danni di un uomo al quale avrebbe chiesto 50 euro. Secondo la Procura, Marzano avrebbe tentato di costringerlo a consegnare il denaro, sostenendo di essere un «uomo d’onore» e promettendo di restituirlo. Davanti al rifiuto, avrebbe insistito chiedendogli di estrarre il bancomat e prelevare la somma. La vittima avrebbe continuato a opporsi, temendo un’aggressione. L’azione non sarebbe andata a buon fine per l’intervento di un avventore che avrebbe distratto il 36enne, consentendo all’uomo di allontanarsi.

L’inchiesta Le accuse sono contenute nell’ordinanza cautelare emessa dal giudice Giorgio Margheri, che ha esaminato la richiesta depositata dalla Procura il 27 giugno 2026. Il provvedimento è stato eseguito ieri mattina dai carabinieri della Compagnia di Gubbio, con il supporto dei militari di Gallipoli. I tre indagati devono rispondere, a vario titolo, di estorsione aggravata, lesioni personali, violenza privata, danneggiamento, furto e reati legati agli stupefacenti.

Enzo Beretta, giornalista professionista, specializzato in cronaca nera e giudiziaria. Scrive per Umbria24 e Il Messaggero. Ha lavorato con Ansa, Abc News, Panorama e La Nazione. Si è occupato di comunicazione politica, istituzionale e sportiva. Realizza podcast e ha una rubrica chiamata Alibi. Ha pubblicato tre libri: Romanzo immobiliare, Favole alla sbarra e Il Re degli ultimi, dedicato a Diego Armando Maradona, con cui ha vinto il premio nazionale Ali Librai.