di Fra. Mar.
E’ umbro il prete che è finito nel registro degli indagati della procura capitolina per la scomparsa di Emanuela Orlandi. Don Pietro Vergari, originario di Sigillo, in provincia di Perugia, compirà 76 anni il prossimo 27 settembre. Don Vergari aveva prestato servizio nella diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino dove è stato anche canonico della concattedrale dell’Assunzione di Maria a Nocera, poi è andato a Roma per molti anni a Roma, dove è diventato rettore di Sant’Apollinare mantenendo l’incarico fino al 1991.
La tomba del boss Don Vergari non ha mai fatto mistero della sua amicizia col boss della Magliana Renatino De Pedis, sepolto poi nella basilica di Sant’Apollinare proprio per intercessione del prelato. Adesso che la tomba di De Pedis è stata aperta per analizzarne il contenuto, si scopre che la procura capitolina aveva iscritto nel registro degli indagati il prelato con le accuse di sequestro di persona aggravato dalla minore età della vittima e dalla morte.
Il legame tra il prete e Renatino Emanuela Orlandi, figlia di un commesso vaticano, scomparve il 22 giugno del 1983 all’età di 15 anni. Per i pubblici ministeri romani ad organizzare il sequestro fu Renato De Pedis. E De Pedis era amico di don Vergari, che promosse la sua sepoltura nella basilica di Sant’Apollinare. Ergo, per l’accusa, l’allora rettore della basilica sapeva.
Tranquillo Anche l’analisi delle ossa ritrovate nella tomba di De Pedis saranno ora fondamentali per svelare finalmente uno dei misteri più longevi della storia italiana. Gli investigatori pensano che quelle ossa potrebbero essere anche di Emanuela. Pensano che Don Vergari sapeva. E che ha taciuto. Lui dal canto suo, ai conoscenti che lo hanno avvicinato nelle ultime ore avrebbe detto di essere tranquillo e di non aver nulla da temere. Il sacerdote, allontanato da Roma, vive ora in provincia di Rieti.

